sabato 13 aprile 2019

L'eredità di nonna Lara - di Fabrizio Nalli

Quanti di voi, successivamente alla morte di un parente caro, hanno scoperto di avere dei parenti di cui si ignorava l'esistenza o di incontrarne qualcuno che non si sentiva e vedeva da tempo?
In una società volta alle corse senza sosta e all'ottenere tutto per salvare l'apparenza, ci allontaniamo sempre più spesso dai valori di un tempo e che ci hanno insegnato proprio quei nonni che non sono più tra noi.

Parla di questo, l'ultima esilarante ma profonda commedia del regista Fabrizio Nalli diretto della compagnia teatrale Easy Comedi Lab.
Un gruppo di pseudo parenti acquisiti o non che riceveranno dalla nonna Lara, un'importante eredità. Tutti si aspettano denaro, case, cotillones e cimeli di famiglia, ma quello che invece la donna lascerà a tutti sarà semplicemente un po' più di consapevolezza del quotidiano e dei sentimenti che uniscono l'umanità delle persone.

Fabrizio Nalli, nato negli anni 80, non si perde d'animo, e si da piccolo continua senza sosta a proporre commedie ironiche, ma che lasciano sempre un segno al pubblico che guarda le sue Opere teatrali. In giro con l'arte è sempre attenta ai sentimenti e alla condivisione.

Adesso aspettiamo il prossimo spettacolo!
Grazie ad Arianna Marulli per le foto.


Racconti assurdi ma non troppo di Emiliano Gambelli

“Eppure passiamo la maggior parte del tempo a connetterci con gli altri. Cerchiamo connessioni, consensi, pareri. Siamo con-centrati e con-centrici. Due gruppi di estremo centro. Facinorosi dell’ego. Tutto converte dentro di noi ma non doniamo…”

Racconti assurdi ma non troppo di Emiliano Gambelli è un mix di parole messe non a caso di cui l'autore ne è un bravissimo giocoliere. Un libro originale e alternativo dove vengono trattati i temi importanti della vita con sarcasmo ed ironia, ma con una profonda interiorità che appartiene alle persone sensibili ed empatiche. 
Emiliano analizza con grande attenzione tutto ciò che di assurdo avviene nell'oggi, portanto il lettore, con estrema leggerezza, a farsi un'autoanalisi. Una sorta di guida introspettiva che ci accompagna in un viaggio che molto spesso ci rifiutiamo di fare, perchè troppo impegnativo e lungo, all'interno di un mondo che fin troppo spesso ci fa paura. Il viaggio nell'anima. 
Orami corre tutto molto velocemente e se non teniamo il passo, siamo diversi, incompresi, strani. E se lo teniamo, il passo, non riusciamo più a respirare aria pulita. Tutto è inquinato dal volere sempre troppo e il dare troppo poco, dalle paure che ci frenano oppure che ci fanno andare troppo veloce, dal voler somigliare sempre di più agli altri, dal dare importanza al giudizio altrui.

Tanta roba, direi, nel libro di Emiliano che, come sempre non delude mai.  Un pugno nello stomaco volto al fermarti e a riflettere su cosa è veramente importante, il tutto facendoti due risate. Sembra strano vero? Eppure è così! Un libro che fa male, ma bene nello stesso momento.

Un messaggio chiaro e importante che ci insegna che la chiave della felicità non è la ricerca d'approvazione e accettazione negli altri, ma in noi stessi!

Ve lo consiglio! Questo libro è importante, ma altrettanto piacevolmente leggero. L'ho letto in pochissimo tempo e il paradosso è che mentre leggevo di un pilota e della morte, ero in aereo e ridevo, ma me la stavo facendo sotto dalla paura!


Titolo : Racconti assurdi ma non troppo
Autore : Emiliano Gambelli
Editore : Fucine editoriali
EAN: 9788832169010



Romics 2019 edizione primaverile

Si è svolta la venticinquesima edizione il Romics, il festival internazionale del fumetto, animazione, cinema e games che si tiene a Roma in due parti dell'anno. Di solito, Concesion Gioviale partecipa come scrittrice, questa volta è ritornata a fare quello che faceva da piccola: godersi la manifestazione da spettatrice. 

Per problemi personali, ha potuto presidiare all'evento solo il sabato in compagnia di Stefania Sottile, responsabile e direttrice dell'Associazione culturale Universo Fantasy.
Tanti i cospyayer presenti: vere e proprie opere d'arte che partivano da Mazinga Z a personaggi di video giochi e fiction come The walking Dead.

Premiati i Romics d’Oro 2018: Reki Kawahara, scrittore giapponese di light novel e manga, autore di Sword Art Online, ABEC, celebre illustratore della serie Dengeki Bunko Sword Art Online; Alessandro Bilotta, autore d’eccezione da Giulio Maraviglia fino a Dylan Dog e Mercurio Loi; altro Romics d’Oro per George Hull, uno dei più importanti concept designer futuristico; e infine Ryan Ottley, conosciuto soprattutto per il lavoro su Invincible e, di recente, per quello su The Amazing Spider-Man.

Tra uno stand e l'altro, il Comics City, la casa del fumetto in uno spazio sempre più ampio dedicato ai grandi incontri del fumetto con anteprime e presentazioni con la Self Area e l’Area Pro.

Spazio dedicato anche alla celebre serie televisiva che sta catturando milioni e milioni di spettatori ilTrono di Spade, con un panel con le voci italiane storiche della serie e la proiezione dell’episodio preferito della serie, votato dal web. Incontro anche con i doppiatori del film  Bohemian Rapsody con proiezione del film in Blu-ray con contenuti extra inediti. Presenti anche installazioni dedicate a Shazam! e l’attesissimo Pokémon. Non potevamo non notare il dietro le quinte di Spider-man: Un nuovo universo, Bumblebee e Macchine mortali.
Come non potevamo non assistere al concerto di Cristina d’Avena, a celebrare la sua nuova tappa artistica dell’ultimo album Duets Forever – Tutti Cantano Cristina.

Insomma, quest'anno ce ne era per tutti, peccato essere stati poco presenti.
Tra gli standisti abbiamo incontrato Roberto Arduini, dell'associazione Italiana Studi Tokkieniani,  Daniele Procacci della Procacci Entertainments, con le sue bellissime illustrazioni, Massimiliano e Sara con L'emporio del bosco, Gianluca Villano, anche lui come spettatore, autore de La saga della corona delle rose Mirko Hilbrat con il suo romanzo d'esordio La rosa dei venti. Bellissimi incontri, come sempre e Arianna Marulli con le sue bellissime foto. 





sabato 23 febbraio 2019

Recensione: La Rosa dei Venti - 1 - Le Gocce di Lazhull di Mirko Hilbrat

Tutto ruota intorno a Le gocce di Lazhull, pietre magiche che serviranno a Rion, uno dei protagonisti della saga scritta da Mirko Hilbrat, autore esordiente e self che non ha nulla da invidiare ai grandi nomi del genere Fantasy. Il migliore che io abbia letto fino ad ora, senza togliere nulla al resto dei miei amici autori. Perché ha una particolarità che vi dirò più avanti. La trama gira intorno a una gara nel reame d’Ametista: un evento che si svolge ogni tre anni, volto a celebrare l’alleanza dei regni delle terre del Grimorio. Sarà proprio Rion uno degli eletti, il quale si porta sulle spalle una cicatrice misteriosa, ma che gli ricorda sempre che qualcuno lo voleva morto. Durante questa avventura, saranno molti i pezzi di puzzle da raccogliere per ricostruire la storia del suo passato che lo porteranno a scoprire la sua vera identità. Non è stato facile terminare questo bel mattoncino, un po’ per la sua complessità compensata però dalla profondità di dialoghi e situazioni e un po’ per i miei impegni di lavoro che mi lasciano sempre poco spazio per ciò che realmente mi piace. Devo ammettere che ho acquistato questo libro, un po’ per la copertina, un po’ per la mia neo amicizia con l’autore e un po’ perché alle fiere andava via come il pane. Spinta da stima, dall’occhio per la bellezza e per la curiosità delle innumerevoli vendite, l’ho acquistato e l’ho messo sul comodino. Inizialmente, come quando non si conosce bene qualcosa, non ero molto convinta, poiché i regni del mondo di Hilbrat, mi ricordavano molto influenze di romanzi noti, ma ho dovuto ricredermi andando avanti nella lettura. Soprattutto per il mix di creature che solitamente non appaiono in questo genere di storia, come, ad esempio, i vampiri o antiche creature alate. La storia è ben articolata e ogni evento è strettamente legato al passato di Rion. Un ragazzo come tanti che qualcuno, però, vuole fare fuori. Chi è in realtà? E perché lo vogliono morto? Tutto il romanzo gira intorno a queste domande e a Le gocce di Lazhull. Una battaglia ricca di colpi di scena, di azioni, che si susseguono velocemente e che non ti lasciano nemmeno l’attimo di un respiro. Un rapporto profondo che nasce come una collaborazione e che forse (spero di sì) ha il profumo dell’amore. Una principessa che gli cattura letteralmente l’anima e un personaggio che io stessa ho amato sin dal principio. Nonostante il suo distacco e la sua integrità, in cuor mio, spero corrisponda l’amore del ragazzo. Questo romanzo per quanto sia ricco d’azione, ha un’incredibile introspettiva volta alla ricerca di se stessi. E non solo, è un remainder di valori che spesso dimentichiamo, perché troppo concentrati sulla meta da raggiungere. Mirko è un mix di entusiasmanti avventure, ma anche di delicatezza e sensibilità. Le si riconoscono attraverso i dialoghi, i pensieri, la descrizione di ogni personaggio. Racconta bene anche personaggi negativi e cattivi… a volte, talmente tanto che spesso si fa fatica ad accettare che ciò che racconta la fantasia di uno scrittore, non è molto distante da quello che accade nella realtà. Troverete anche influenze nerd. Quindi se siete amanti Tolkieniani, ma anche appassionati di manga, anime, serie ricche di azione e colpi di scena, di vampiri e creature antiche e mistiche, non potete non leggere questo primo capitolo.



domenica 10 febbraio 2019

Le interviste, teatro: Samantha Migale


Samantha Migale, nata a Roma il 26 settembre del 92, barista di professione, poche esperienze teatrali abbandonate nell’adolescenza. Il teatro si ripresenta nella sua vita, in un momento drammatico. Attraverso l’aiuto di Simone Pappalardo, il regista, si butta nella sua prima vera esperienza nello spettacolo “Se son rose fioriranno”. La definisce una grande fortuna aver incontrato questo gruppo teatrale, che l’ha aiutata ad affrontare timidezza e paura. Da Simone sta imparando molto, soprattutto a ritrovare il sorriso.

In questo spettacolo interpreta la cameriera di Verani.

Per l’intervista completa clicca qui:

Le interviste, teatro: Benedetta Gravina


Benedetta Gravina, classe 92, doppiatrice di professione, esordisce nel teatro, con lo spettacolo “Il fantasma dell’opera” in collaborazione con la sua più cara amica e del quale il ricavato è stato devoluto in beneficienza. Da allora non abbandona più il teatro. Lo definisce terapeutico, un qualcosa che ti mette completamente a nudo, una funzione terapeutica che serve a liberare tanti blocchi a livello emotivo.
Nello spettacolo “Se son rose fioriranno” di Simone Pappalardo, interpreta Marina, la moglie del protagonista, annoiata da un matrimonio ormai monotono e privo di entusiasmo.

Per l’intervista intera clicca qui:

INFO SULLO SPETTACOLO:


giovedì 27 settembre 2018

Ciao Alberto!

Oggi se ne va una persona eccezionale che ha fatto parte del nostro staff per tanto tempo. Con lui abbiamo condiviso eventi, mostre, concerti, presentazioni letterarie. E, senza scopo di lucro, si è sempre reso disponibile nel fotografare gli spettacoli di ogni arista.
Una brutta malattia se l'è portato via, nonostante lui abbia combattuto fino all'ultimo.
Noi lo salutiamo così... ma siamo certi che continuerà ad esserci anche se noi non lo vedremo.