sabato 12 marzo 2016

La realtà dell'anima - Il nuovo singolo di Brunetti - INTERVISTA

La Realtà dell’Anima è il nuovo singolo di Antonello Brunetti, che segna l’ingresso in un nuovo genere di songwriting, più cantautoriale ed intimo, mantenendo l’originalità che da sempre lo contraddistingue, sia per la varietà delle sue composizioni che per la loro qualità.
Un delicato incontro di atmosfere mitchelliane dalle accordature aperte con una voce mai così delicata ed eterea, che resta rock nell’attitudine, ma che si apre a volteggi pacati ed avvolgenti, quasi come un soffio di vita che diventa musica. Una voce ancora una volta diversa da canzoni importanti come “Crowded Train” “Underwater” o “Illusions”, che conferma l’ecletticità e la versatilità possedute da Antonello, la sua continua ricerca musicale a sperimentare, mostrando una spontanea e notevole evoluzione artistica a cui ben più noti artisti del panorama italiano ambiscono tutt’ora con scarsi risultati.

“Questa canzone, così come il disco che sto preparando, ha in sé una componente fondamentale: la purezza.
Tutto il disco è così, sincero ed autentico. L’autenticità è qualcosa che non si può conquistare nemmeno con una vita di studio, e in fondo mi rendo conto sempre più che il Talento semplicemente non si può insegnare in nessuna scuola, per quanto ci si possa convincere del contrario.
Io ho sempre avuto un approccio spontaneo e diretto con la Musica, e nel periodo in cui studiavo troppo mi sentivo oppresso, perdendo il senso di ciò che facevo. Sicuramente è servito a una cosa, ovvero farmi capire che la mia strada è ben lontana dalla rigidità e dalla matematica con cui si tratta spesso l’argomento Musica nel nostro paese. E soprattutto lontano dalla parola “competizione”, su cui si basa praticamente tutto ciò che oggi spacciano per musica (talent show e affini).
La Musica, così come l’arte in generale, dovrebbe essere Condivisione, una gioia immensa da non tenere solo per sé ma da far arrivare lontano, affinchè tutti ne beneficino e si sentano più vicini gli uni con gli altri”

Di cosa parla questa canzone nei suoi contenuti?

“La Realtà dell’Anima è un brano che ho scritto pensando a Sanremo, ma che poi ha preso una strada del tutto diversa.
È un brano che parla del nostro potere creativo, di come e quanto i nostri pensieri creino ed influenzino la realtà che ci circonda. Un concetto che definire olistico sarebbe ormai riduttivo visto che per fortuna sta acquisendo ormai una vera e propria definizione scientifica, un passo in avanti notevole nell'evoluzione del genere umano. Sono argomenti a me molto cari, che fanno parte del mio percorso spirituale come terapeuta, e del lavoro costante su me stesso.
È anche una presa di coscienza enorme e commovente dell’Amore verso se stessi. Riconoscerci ed amarci nonostante tutto il nostro passato e le nostre vicissitudini. C’è una frase del ritornello che mi rappresenta molto “io non chiedevo altro che/risplendere con umiltà”. Molto spesso oggi si tenta di apparire a tutti i costi, non importano i contenuti, ognuno vuole un briciolo di popolarità. Risplende con umiltà vuol dire invece l’opposto, farsi così forte della propria Luce personale, prendere coscienza dei nostri talenti senza vanità alcuna, ma con gratitudine e con la voglia (e la responsabilità) di condividere questi doni con più persone possibili.

Il Videoclip è stato girato a Londra, città che ti ha accolto a braccia aperte. Puoi raccontarci qualcosa di più a riguardo?

“E’ stata una gioia per me poter girare questo video nel “mio” quartiere, Stoke Newington Church Street, un posto incantevole pieno di atmosfera e particolarità. L’idea del video è nata come un gioco con il bravissimo fotografo e film-maker Danilo Moroni, per cui in una mattinata di sole abbiamo preso il necessario e ce ne siamo andati in giro per il quartiere a filmare. Ne ho davvero un ricordo piacevole, e nel video si riesce chiaramente a percepire tutta questa gioia e leggerezza di cui eravamo impregnati durante quella splendida giornata. Sia la canzone che il video trasmettono serenità e benessere, e penso che questo sia uno dei risultati più grandi.”
Danilo poi è davvero un portento, da dietro quella fotocamera riesce a tirar fuori veri e propri mondi artistici, cogliendone anche i più minimi dettagli. A Londra lui si occupa perlopiù di arte e danza, le sue foto sono spettacolari, vi consiglio di dare un’occhiata al suo sito www.danilomoroni.com”

Il tuo ultimo EP “ON MY OWN WAY” ha raggiunto il primo posto nella classifica dei dischi più venduti in Italia e non solo… Puoi darci qualche anticipazione su questo nuovo disco?
E’ stata una gran bella soddisfazione, soprattutto perché ho fatto tutto da solo questa volta. Devo dire che anche il videoclip del singolo (girato da Radan Rei) ha contribuito molto a diffondere questo nuovo aspetto della mia musica, arrivando anche in Brasile e in Messico dove ho molti fans che mi seguono sempre con affetto.
Nel mio nuovo disco (il primo interamente in italiano) saranno contenuti brani importantissimi per me, anche molto personali, in cui affronto temi di cui non ho mai parlato prima. Preferisco non svelare nulla, vi dico solo che le atmosfere e le musiche sono piuttosto ipnotiche, orientate verso una nuova dimensione dell’essere. Vibrazioni e stile molto diversi dal solito. Sto ancora cercando un produttore adatto a questo progetto, perché voglio dargli la giusta importanza e valorizzare i brani il più possibile. Vi terrò aggiornati come sempre anche tramite la mia pagina facebook www.facebook.com/antonellobrunettimusic e il mio sito www.antonellobrunetti.it .

E noi tutti lo aspettiamo con impazienza, quello che sarà un disco di un cantautore che CANTA (meglio specificarlo, visto che sembra non andare più di moda) e SCRIVE testi di un certo spessore, con sonorità raffinate e una purezza che colpisce e incanta. Perché è soprattutto questa la componente fondamentale della Musica di Antonello: la sua capacità di emozionare con canzoni sincere e profonde, senza artifici di alcun tipo, lontano dalla superficialità dilagante dei giorni nostri.

Un’artista vero, che parla direttamente “all'anima”.

I consigli di In giro con l'arte: Modì è poesia

Amici del web,
ci è capitato, tramite amici, di ascoltare le canzoni di questo artista. Per noi un vero e proprio poeta della canzone. Presto una recensione, intanto vi consigliamo di andarlo a sentire.














BIOGRAFIA MODì

Nel lontano (ormai) 1997 Giuseppe Chimenti, dal suo paese di origine Spezzano Albanese si trasferisce a Roma per gli studi, frequenta l’accademia di belle arti e nel 2003 consegue la laure con pieni meriti. Il suo sogno rimane solo ed esclusivamente la musica e dopo aver suonato come chitarrista in varie band romane si dedica alla carriera solista come cantautore, già nel 2004 i suoi primi concerti nei palchi della capitale con lo pseudonimo Modì.
Col trascorrere del tempo entra a far parte della cerchi di musicisti che si esibiscono al Circolo degli artisti. Da li in poi pubblica due dischi, nel 2009 un ep dal nome “Odio l’estate” auto-prodotto e successivamente stampato in vinile in 200 copie proprio dal Circolo degli artisti. Nel 2012 il primo e vero proprio disco dal titolo “Il suicidio della formica” (etichetta Hydra music), accolto molto bene dalla critica e da pubblico, disco che verrà selezionato per il premio Tenco.
L’ultimo live ufficiale del cantautore risale al 1 Febbraio 2014, al circolo degli artisti.

Dopo anni di silenzio ecco in preparazione il nuovo disco che probabilmente porterà il titolo di “Canto d’amore”. Nuove sonorità e nuovo sound per sorprendere tutti. Disco ispirato ai quadri della metafisica e del surrealismo ma raccontati come se fossero storie di tutti i giorni.

La cucina è arte? La risposta è... SI!

FOTO PRESA DALLA PAGINA DEL SITO
Cari amanti dell'arte,
se qualche mese fa mi avessero chiesto se la cucina rientra nelle discipline artistiche, avrei risposto di no. Un po' per ignoranza, un po' perché, fino ad oggi, sono pochi i ristoranti dai quali mi sono sollevato ed ho detto: "........." 
Ossia sono rimasta veramente colpita e nonostante il mio essere logorroica, sono rimasta a bocca aperta. 
Tutti voi potreste pensare che scrivo questa recensione perché il gestore mi ha fatto un favore, è bello da mozzare il fiato e che gira voce che mi voglio accalappiare il cuoco, la risposta è: sbagliato.

Partiamo da come si presenta il locale: cose semplici, ma che fanno la differenza. Tovaglie di carta, ambiente di roccia e legno, tutto però curato nei minimi dettagli e circondato dei miei colori preferiti, bianco e rosso, quest'ultimo colore quello della passione, quella che ci mette Danilo ( il gestore) in quello che fa.

Conosco da anni questo locale, ma da quando lo gestisce questo giovane ragazzo, è tutto più buono, più attento, più e basta. 

Pur non avendo un menù vasto, la forma, la quantità, il sapore di ogni singolo piatto è curato nei minimi dettagli ed è una delizia per il palato. Tutte cose semplici, ma di qualità. A dimostrazione che strafare ed infilare molte cose nel calderone non è sempre sintomo di successo. Sono le cose semplici e curate nei minimi dettagli che fanno la differenza.

Io personalmente, ho provato molti piatti, il mio preferito in genere è la carbonara e qui la fanno veramente ottima. 
Il locale è anche molto pulito, niente polvere, niente ospiti strani, niente sporco, niente macchie sui bicchieri, niente di niente. Pulitissimo.
Lo staff è molto attento, nonostante fossero in pochi e noi in molti, sono sempre stati molto attenti a se avevamo tutto, se volevamo qualcos'altro e se fosse tutto a posto. Ci tengono molto anche al giudizio della Clientela, a coccolarla e a soddisfarla e ci sono riusciti in pieno.
Nonostante i prezzi siano più alti di altri, si parla di pochi spicci, danno la possibilità, con i loro menù combinati, di far mangiare tutte le tasche e farti alzare dalla tavola sazio, quasi da sentirti male. Con quindici euro, ad esempio, devi andare a farti una corsetta dopo, se vuoi smaltire... 

La simpatia e la cordialità dello staff, rendono tutto molto più piacevole e divertente.
Non è un posto dove vedi camerieri imbronciati, persone stressate, distratti o maleducati. Sempre sorrisi ( soprattutto quello di Danilo che ammetto è il mio preferito, ormai s'è capito), battute, occhi che si accendono di entusiasmo, ti invogliano a tornare.
Danilo ha un modo molto accurato ed intelligente per invogliare la Clientela a tornare e nonostante la sua giovane età, questo lo porterà a fare molta strada in pochissimo tempo.

Di lui si può dire anche che ha un buon cuore, nonostante mi conoscesse poco, è stato L'UNICO tra i mie contatti a dirmi SUBITO di si nel voler promuovere una raccolta di romanzi contro la violenza sulle donne. Ed è la prima volta che un gestore si cura di locandina e la stampa a sue spese, sia di tempo che di denaro. E' una persona speciale che vale la pensa conoscere. 

Grazie mille Danilo del Curatolo, grazie al Conte dei Cocci. 
E' una vera arte quella che fate: cucina, simpatici siparietti, accoglienza straordinaria... 
Sarà un piacere tornare da voi!!! 


https://www.facebook.com/Conte-dei-Cocci-172516359752019/?fref=ts
http://www.contestacciorestaurant.com/

RARIO

Apertura PRANZO
Lunedì - Domenica 12:00-15:00
Apertura CENA
Martedì - Domenica 18:30-23:30

domenica 6 marzo 2016

Come una bolla - Giovanna Avignoni

Amici del web,

leggere questo libro è stato un incanto, anche se i temi di cui parla sono molto delicati.
E' stato un incanto perché lo stile dell'autrice rende elegante ogni cosa, anche il dolore più grande.
Devo dire che sono "letteralmente" innamorata del suo modo delicato di descrivere le cose.

Come una bolla. Quando ho letto il titolo, ne ho immaginato il contenuto. Ho creduto che si trattasse della bolla in cui ci ficchiamo noi e pensando di proteggerci e non recare danno a noi stessi, guardiamo il mondo dall'esterno. Non sono proprio andata così lontano dal messaggio che la cara Giovanna vuole mandare.

TRAMA:

Quando maturiamo, inevitabilmente, cambia anche il punto di vista di vedere le cose, il mondo. 
E al contrario dei bambini, la realtà che ci circonda, ci condiziona, facendoci credere cose che non esistono, non ci appartengono. E così, condizionati dall'esterno, nascono i noi delle paure infondate che ci tengono in prigione. Come in una bolla. La protagonista però farà un percorso di equilibrio personale che le permetterà di uscirne fuori.

Definisco il libro di Giovanna una bomboniera, semplice, delicata, che racchiude un piccolo scrigno dove vi sono contenuti però sentimenti molto forti.
Uno degli elementi fondamentali che si scopre durante la lettura è il coraggio, delle nostre azioni, di ciò che vogliamo e per cui lottiamo per ottenerlo, di ciò che ci fa paura e che sfidiamo ogni giorno. 
Coraggio, è quello che ho pensato quando ho letto l'ultima pagina. Un invito a volercela fare. nonostante quello che ci circonda, che ci contamina che in qualche modo ci paralizza. 
Impeccabile lo stile, il modo di scrivere, la struttura, la grammatica. Non posso dire nulla di negativo su questo libro, ho provato a cercare dei difetti, ma proprio non ne trovo e sono contenta di questo, perché è un libro che ti lascia un segno nel cuore e una generosa ma gradita lezione di vita.

Grazie Giovanna!!!

Concesion Gioviale

La mia musica sei tu - Alessandra Angelini

Cari amici del web,
oggi vi voglio parlare del libro d'esordio di Alessandra Angelini: La mia musica sei tu.
Sarò onesta, l'ho comprato per due ragioni: ho letto la pubblicità che faceva un mio sito amico ( Destinazione libri) e ho creduto che si trattasse del plagio dei miei Stazione d'arrivo e Prendi e vai. E visto che di scrittori furbetti ce ne è in giro, ho voluto controllare. 
Secondo motivo che mi avrebbe comunque spinto a comprare il testo, anche senza il discorso del plagio, sono state le innumerevoli recensioni su Amazon. La cosa che mi ha incuriosita è che per metà erano positive e per metà negative e mi sono detta che poteva semplicemente essere una questione di gusti, ma l'ho comprato ed ecco la mia modestissima recensione.

TRAMA:

Isabella è una ragazza un po' smarrita. Che segue un preciso schema di vita, molto condizionato dalla famiglia.  Al " padre padrone" si aggiunge il tradimento del compagno. Un giorno incontra un bel batterista che la trascina letteralmente nel suo mondo, quello della musica e da qui scopriamo il dietro le quinte di una band emergente e che la nostra Isabella è destinata a cambiare vita e a realizzare, finalmente se stessa.

GIUDIZIO:

Chiunque abbia letto i libri di Gioviale Concesion ( miei ) leggendo questa trama avrà pensato, come me, a un vero e proprio plagio, ma non si tratta di questo.

Veniamo quindi, prima alle note negative.

Proprio perché ho vissuto in prima persona una Band emergente per più di cinque anni, mi sento di dire che l'idea di Alessandra, purtroppo, è poco originale.
La storia è già sentita, lo svolgimento è lo stesso, la fine, ecco diciamo che la fine è stata un po' variata, perché al contrario di Sara Rinaldi ( Prendi e vai e  Stazione d'arrivo) Isabella il suo percorso personale decide di farlo insieme a Denis con il quale allaccia subito una storia d'amore.
Quindi all'inizio del libro ho creduto che la protagonista in qualche modo fosse dipendente nuovamente di qualcuno, prima sceglieva attraverso le decisioni del padre, poi ... in base allo stato d'animo del protagonista, poi mi sono dovuta ricredere.
La seconda cosa che non mi è piaciuta è che all'inizio la protagonista è molto infantile, sembra una bambina indifesa e mostra poco la sua forza, un secondo prima piange il secondo dopo Denis parla ed è tutto dimenticato. Il che potrebbe anche essere, ma, nella realtà non avviene così velocemente.
Quindi il modo di raccontare alcune scene, per me è eccessivamente veloce, mentre per altre troppo lento.
Il libro, infatti, in alcuni tratti andrebbe sfoltito, perché rischia di essere privo di significato, mi spiego: ci sono alcuni dialoghi e alcune scene che non mandano avanti la storia, sono superflui e quindi lì, lettore, fai un respiro e dici: mi piace il suo stile e devo continuare per questo, ma è un po' pesante.
Altra nota stonata sono i salti temporali e proprio i dialoghi. Alcune volte non si capisce bene in ch periodo è svolta la scena e in alcuni dialoghi non si capisce bene chi è che parla.

Veniamo alle note POSITIVE che mi hanno permesso di DARE una possibilità a questo romanzo.

Lo stile è fresco, semplice, a tratti scorrevole e piacevole Non è banale e nemmeno retorico, al contrario di molti autori emergenti ( compresa me) la scrittrice non si è persa in frasi fatte, scontate, proverbi, luoghi comuni e la cosa MI PIACE.
Pur essendo un'idea poco originale, l'autrice è stata brava ad approfondire la situazione delle band emergenti di oggi, anche se devo dire che è molto più difficile di quanto lei non racconti, l'ho vissuto in prima persona e so di che parlo. Quindi avrei dato un enfasi molto più realistica, ma va bene comunque.
Mi piace anche che abbia approfondito altri temi, quali il rapporto con i genitori, una maternità improvvisa e tanto altro che non vi voglio svelare.

Il contenuto di questo libro è MOLTO BUONO, ma va sistemato e approfondito. 
Parlando con l'autrice che mi ha aggiunta su facebook, ho scoperto che una CE ha dato una seconda possibilità a questo romanzo e che, presto, avremo la possibilità di rileggerlo come si deve!!!

In bocca al lupo Alessandra!


Concesion Gioviale

giovedì 25 febbraio 2016

Subire violenza. Un grido nel silenzio.

Cari amici del web,
oggi vi parliamo di un tema molto delicato che tocca da vicino il le donne del nostro team.
Lo sapevate che se abbiamo un'amica che subisce violenza fisica e psicologica, non sempre il nostro aiuto migliora la situazione?
Lo sapevate che questo tema è così delicato che, spesso, non si riesce a capire se si tratta di violenza o semplicemente di un comportamento isolato in se stesso e che c'è un vero e proprio manuale che ci aiuta a riconoscere i veri casi di violenza?
Sull'argomento, io (Concesion) ero veramente impreparata e stando accanto a persone che la violenza l'hanno subita, sia psicologica che fisica, adesso ho capito di aver fatto tanti errori che ignoravo.
Cari lettori, vi invito ad acquistare "Quattro petali rossi" una raccolta di romanzi brevi edita da Arpeggio Libero che lascia ampio spazio a questo argomento, troppo spesso sottovalutato. Ogni azione, ogni gesto e anche le parole che si usano possono essere un campanello dall'allarme che può innescare qualcosa di veramente crudele che troppo spesso sfocia in atti come, anche, l'omicidio.
Lo sapevate, ad esempio, che una donna su tre subisce violenza? Io no, pensavo fossero molto meno e, sinceramente, sono rimasta sbalordita.
La chiacchierata con Loriana Lucciarini, autrice e mente della raccolta, mi ha aperto gli occhi e credetemi sapendo cosa fare, riusciremo ad uscirne o a farne uscire chi ne è vittima, senza che la cosa degeneri.
La raccolta, non è solo questo, ma è proprio un manuale che ci permette di capire/aiutare chi è vittima di questi abusi e, sapendo cosa fare, credetemi, saremmo in grado di salvare molte vite.
Loriana mi ha chiesto aiuto per divulgare questa importante iniziativa, non solo perché ci permette di aiutare tante donne evitandogli di soffrire inutilmente, ma ci permette anche di farne "guarire" altre che la violenza l'hanno già subita.
I quattordici euro della raccolta saranno devoluti tutti al centro antiviolenza Befree, per il progetto "Casa delle donne nella Marsica"

Qui trovate tutte le informazioni sul progetto:

Qui trovate invece il link d'acquisto:

Adesso arriva il mio momento di DENUNCIA.
Su facebook ho più di 2000 contatti, dei quali alcuni sono radio, giornali, donne giornaliste, maestre, donne e basta, ristornati, locali, mariti, mogli, figlie e madri.
Ho divulgato la raccolta, ho chiesto aiuto, ho chiesto di poter organizzare presentazioni o dibattiti che "sveglino" le persone e le portino a migliorare questo importante argomento,
Tra questi contatti, ci sono persone che ho aiutato, che ho seguito, che appena mi hanno chiesto aiuto sono scattata e ho fatto quello che potevo. Pochi mi hanno risposto, con un NO secco, gli altri hanno mostrato silenzio, indifferenza.
Sono rimasta basita. Come è possibile che un tema così forte che potrebbe coinvolgere le nostre sorelle, le nostre madri, le nostre mogli e le nostre figlie, possa essere così ignorato?
Ancora non riesco a trovare una risposta. Anche perché è assurdo che poi pubblico una foto con il mio volto catturando l'attenzione di quasi tutti.
Cosa c'è che non va nell'essere umano? Siamo semplicemente superflui oppure abbiamo paura di trattare un argomento così delicato?

Tra tutti i miei contatti, l'unico che non ha esitato a mettersi in gioco, insieme a noi, è Danilo Del Curatolo, un ragazzo di trentuno anni che ha mostrato sensibilità, altruismo e anche professionalità. E' lui il gestore del Conte dei Cocci, un rinomato locale di Testaccio, che ci accoglierà l'otto marzo tra una carbonara e un bicchiere di vino.
Per fortuna, ci sono persone che la sofferenza non la ignorano, anzi, l'accolgono con un bel sorriso e le braccia spalancate, questo dimostra che il mondo di cui parlavo prima, non è poi così pessimo.

Presto molte informazioni sull'evento, questa la pagina del locale:
Grazie a Danilo, grazie a Loriana e alle autrici per avermi coinvolto.
Rubando le parole della mente dell'iniziativa: "Le sinergie riescono a fare cose meravigliose".

A presto


Concesion

sabato 6 febbraio 2016

Quando parla il cuore! Presentazione letteraria - 13/02/2016

Cari amici del web,
vi proponiamo oggi, la presentazione letteraria di due bravissimi artisti. Non dico autori, perché uno dei due è anche un musicista, ma non vi svelo altro.
Anna Maria la conosco molto bene e vi assicuro che il suo libro è bellissimo, un ottimo regalo di San Valentino... 

13/02/2016

Ore 16.00

Libreria Cultora
Via F. Ughelli 29 Roma

Noi ci saremo e voi??




“Ascoltando il cuore” è una raccolta di tre racconti in cui l’autrice, Anna Maria Funari, ci apre alle innumerevoli strade attraverso cui il cuore ci parla. Non è il solito romanzo d’amore ma tre storie in cui i protagonisti scelgono di ascoltare il cuore e non la ragione per affrontare e superare gli ostacoli che la vita gli mette davanti.

“Cuore nativo” è invece una silloge in cui le poesie di Vincenzo Santopietro percorrono e ripercorrono le strade su cui lo stesso autore ha camminato, dagli immensi spazi delle terre dei Nativi americani a quelli della sua terra, la Lucania. Ogni verso, ogni poesia apre lo sguardo della mente sulle immensità, con la stessa prospettiva che ha una grande aquila quando vola alta.

Cosa lega due opere solo apparentemente così distanti tra loro? Sicuramente la grande amicizia tra gli scrittori e la capacità di far sì che mai il cuore venga ingabbiato e la sua voce soffocata. Alcune esperienze comuni, come quella con i Nativi americani, e la consapevolezza che scrivere è un modo per essere liberi rendono questi libri speciali perché, con modalità diverse, parlano entrambi ai lettori attraverso il cuore dei loro autori.