venerdì 15 maggio 2020

Intervista Francesca Argentati editor


L'abbiamo conosciuta attraverso i libri che abbiamo letto e scritto e oggi ve la presentiamo, stiamo parlando dell'editor Francesca Argentati!!



1) Quali sono le caratteristiche principali che un libro deve avere per colpire la sua attenzione?

Un libro mi deve “arrivare”. In poche parole, deve farmi provare emozioni, desiderare di non abbandonarlo e farmi provare nostalgia una volta arrivata all'ultima pagina.

2) Se e in che modo è cambiato il suo modo di leggere negli ultimi anni?

Avendo a che fare con i libri per lavoro, negli ultimi anni ho a malincuore trascurato la lettura per puro diletto. Il tempo libero lo dedico ad altro, ma cerco comunque di ritagliarmi momenti per dedicarmi alla pila che ho collezionato in questi anni e che mi guarda di traverso dalla mia scrivania. Sicuramente, poi, ho sviluppato un occhio più critico e una maggiore attenzione ai dettagli, quella che viene chiamata “deformazione professionale”.

3) Ci parli della sua formazione culturale, il suo percorso fra gli autori e le letture.

Ho iniziato a leggere e molto giovane, ho sempre amato i libri tanto da scegliere un percorso universitario che mi consentisse di farne un lavoro. Ho collaborato con diversi autori, letto e corretto romanzi di ogni tipo, lavorato con ogni sorta di autore, e tutti mi sono rimasti nel cuore. Tutti hanno qualcosa da insegnare.

4) Quale pensa che sia il ruolo di un editor oggi? Crede che debba influenzare le scelte dell’autore fin dal concepimento dell’opera?

Influenzare no, supportare e consigliare sì. L’editor deve avere il massimo rispetto per l’opera, l’idea e lo stile dell’autore, senza imporre le proprie idee soggettive o apportare modifiche che alterino la struttura e lo spirito del testo. L’editor è una guida, il cui compito è quello di aiutare a perfezionare un testo facendo sì che possa esprimere il suo messaggio, il suo potenziale e il suo carattere nel miglior modo possibile.  

5) A chi si ispira nel suo lavoro sui testi, ha un modello di riferimento? È cambiato nel corso del tempo?
Non ho un modello di riferimento, ho collaborato con varie editrice e sviluppato una mia linea editoriale, un mio personale approccio ai manoscritti e con l’esperienza ho imparato a trattare con gli autori e le loro opere. Col tempo sono diventata sempre più perfezionista, mi piace curare ogni dettaglio e soprattutto do molta importanza alla soddisfazione dello scrittore. Quando il libro torna nelle sue mani deve trovarsi davanti un’opera che sente ancora più sua, soltanto più bella. Deve sentire che il suo editor ha colto perfettamente l’anima del suo lavoro e non ha fatto altro che valorizzarla.

6) Qual è la parte più difficile del suo lavoro? E la più frustrante?

La parte più difficile è la stabilità economica e la più frustrante è il guadagno. L’editoria è un ambiente meraviglioso e quello dell’editor un lavoro dalla grandi soddisfazioni, ma non adeguatamente retribuito e riconosciuto nell’Italia di oggi.


7) Quali autori del passato ha amato? Quali pensa che oggi incontrerebbero difficoltà a essere pubblicati, e perché?

Non ho autori del passato che preferisco in particolar modo, ho amato tutto ciò che ho letto nel tempo. Credo che la difficoltà più grande a oggi sia per le poesie, un genere prezioso ma pressoché abbandonato.

8) In che modo è cambiato il modo di leggere? Secondo lei cosa cercano oggi i lettori in un libro?

Non credo sia cambiato il modo di leggere, lo è il tempo cui ci si può dedicare e di conseguenza lo spazio che dovrebbe essere rivolto alla riflessione e alla introiezione del messaggio che ogni libro porta con sé. Penso che i lettori siano eterogenei e cerchino nei libri cose diverse: una via di fuga dai propri pensieri, un momento di divertimento, un’emozione, un po’ di compagnia, la risoluzione dei propri dilemmi, una risposta alle domande che ogni giorno si pongono in un dato momento della vita.

9) Come le è venuta l’idea della piattaforma e perché? (Domanda solo per piattaforme di auto pubblicazione)

Ho creato una pagina Facebook e Instagram a scopo pubblicitario, e questo mi ha permesso di farmi conoscere sia dalle editrici che dai privati. Alcuni autori della prima casa editrice con cui ho lavorato mi hanno ricontattata tramite social per chiedermi di correggere i nuovi romanzi, così come ho avuto il piacere di entrare in contatto con esordienti che mi hanno affidato i propri manoscritti grazie al passaparola.



giovedì 14 maggio 2020

Intervista a Simona La Corte

Ciao a tutti carissimi lettori, oggi vi presentiamo Simona, una scrittrice self innamorata della scrittura.


1. Perché ha cominciato a scrivere? C’è un’immagine nella sua memoria che ricollega al momento in cui ha deciso di voler diventare scrittrice?

Ho cominciato da bambina con racconti ispirati dalla mia fantasia e dalle storie che leggevo/ascoltavo. Crescendo, la lettura di romanzi fantasy e storici hanno ulteriormente arricchito il mio bagaglio di idee finché, nel 2016, ho sentito la necessità di mettere nero su bianco una trama che intrecciava la mia passione per la moda con quella per la musica rock. È nata così la prima bozza di “Anima e Corpo” e a questo momento, in particolare, associo l’immagine (o meglio, il ricordo) della mia primogenita neonata che vegliavo durante le mie notti di scrittura.

2. Ci racconti il suo rapporto con la scrittura e com’è cambiato nel tempo. Cosa significa scrivere oggi, e cosa significava agli inizi? Cos’è rimasto, cos’ha perduto, e cos’ha guadagnato?

La scrittura per me è un canale di sfogo, sia della mia fantasia che delle emozioni che non sono solita esprimere. Rispetto agli inizi, quando consideravo questa attività un semplice passatempo, adesso ha assunto un significato più importante e vorrei, con il tempo, farne un lavoro a tutti gli effetti. 
Degli inizi, è rimasta la passione di inventare storie che piacciano e facciano emozionare prima di tutto me stessa, senza seguire mode o generi più gettonati, ma anche la voglia di migliorarmi ogni volta di più. Ho guadagnato sicuramente in esperienza, soprattutto grazie al confronto con tanti stimati colleghi e con i lettori, che non hanno esitato a scambiare con me le loro opinioni. 

3. Qual è il suo pubblico ideale? A che lettore pensa quando scrive?

In generale, credo che il mio pubblico si possa identificare con quello che legge i Romance. Non mi sono mai posta questa domanda, a dire il vero; io scrivo e affido le mie storie a tutti i lettori.

4. Che relazione c’è tra la scrittura e la società, con le sue influenze politiche e culturali? E come convivono questi aspetti nella sua produzione letteraria?

Penso che i pregiudizi sul genere Romance siano ancora tanti e, soprattutto, siano legati all’accezione negativa di “letteratura di svago” come letteratura di serie B. 
Anche se nei miei romanzi non ci sono riferimenti a idee politiche (perché, per scelta personale, non faccio delle mie storie uno strumento di propaganda), affronto comunque problematiche sociali molto attuali. Per fare un esempio, nella mia ultima pubblicazione tratto il tema della tossicodipendenza con tutte le conseguenze che derivano da essa. 

5. In che misura gli incontri (con altri scrittori, poeti, intellettuali) hanno influito nella sua poetica/scrittura? Ci parli anche delle fiere, per cortesia.
Quella del Salone del Libro sarebbe stata la mia prima fiera come scrittrice, quindi non ho ancora esperienza in merito. Ho avuto comunque la possibilità di partecipare (da lettrice) al Festival del Romance Italiano lo scorso giugno a Milano e di conoscere alcuni colleghi con i quali avevo già stabilito un contatto attraverso i social, facendomi così un’idea sullo svolgimento di questi eventi.

6. Quali autori l’hanno formata maggiormente e com’è arrivato a loro?

Ho iniziato dalla letteratura italiana e straniera, invogliata dallo studio; poi c’è stato il periodo in cui ero appassionata di Stephen King e Tolkien, fino ad arrivare ai romanzi storici di Valerio Massimo Manfredi e ai Romance storici della Woodiwiss (questi ultimi grazie a mia madre, anche lei appassionata lettrice del genere).

7. Che rapporto ha con il mondo letterario? Esiste ancora un luogo ideale di incontro/scontro tra autori?
I social sono i luoghi nei quali sicuramente avviene il maggior numero di incontri/scontri tra autori. Finora, posso dire di trovarmi abbastanza a mio agio e riesco a pubblicizzare i miei romanzi senza ostacoli.
Tuttavia, se da una parte il mondo virtuale favorisce il contatto tra scrittori e tra autori e lettori, dall’altra è anche il luogo in cui si assiste a conflitti disgregativi.

8. In che stato si trova la letteratura italiana oggi? Vede delle mancanze rispetto al passato, trova che ci siano delle fioriture interessanti?

Con l’avvento del self-publishing, la letteratura italiana ha visto sicuramente fiorire un buon numero di nuovi scrittori che si sono distinti per il loro talento, ma è diventato anche più difficile emergere in mezzo a tante nuove proposte. La nascita di piccole case editrici ha inoltre agevolato molti autori per farsi conoscere, ma non sempre si riesce a ottenere i risultati sperati. 
Rispetto al passato, credo che le cifre riguardanti la media di scrittori e di lettori sia aumentato e, proprio per questo motivo, avverto come una sorta di esasperazione nel voler pubblicare quanti più libri possibili in un anno, facendo aumentare così il rischio di imbattersi in romanzi di media/scarsa qualità perché manca una figura professionale che si occupi della cura del testo. E ciò vale sia per manoscritti editi in self che da CE. 

9. E per finire, un gioco: se potesse scegliere solo tre libri da consigliare, quali sarebbero?

“Aléxandros” di Valerio Massimo Manfredi.
“Jane Eyre” di Charlotte Brontë.
“Memorie di una Geisha” di Arthur Golden.

10. Ci lasci i suoi contatti per favore.

Su Facebook mi trovate nella pagina Simona La Corte Autrice, mentre su Instagram il mio profilo è simona_la_corte88.





BIOGRAFRIA: 

Simona La Corte nasce il 7 gennaio 1988 e vive nel palermitano. 
Appassionata di romanzi rosa, musica e cinema, sogna di mettere le ali alle sue storie e nel 2019 esordisce in self con il romance Anima e Corpo, cui fa seguito Anima e Cuore.
A dicembre dello stesso anno inizia la collaborazione con Dri Editore, scrivendo un racconto di Natale per la raccolta A libro aperto cafè.
Love me, baby è il suo primo romanzo targato Dri Editore.

Intervista Rachele Maiorano - Illustratrice

Amici del web, ecco a voi l'intervista all'illustratrice Rachele Maiorano!


1. A che età e cos’era il primo disegno che ti ha fatto dire “wow! voglio disegnare!” ?

In realtà, non mi ricordo il mio primo disegno, ma ho una foto che testimonia che il mio amore per il disegno e l’arte inizia da quando ero bambina. Consumavo tanti pastelli ad olio e ho sempre sognato di rappresentare quello che vedevo nella mia mente.
Ho anche passato infanzia e adolescenza prevalentemente da sola, il disegno mi dava modo di sognare ad occhi aperti.


2. Il tuo rapporto con l’illustrazione: quando, come, perché.

Quando, praticamente ogni secondo della mia vita, non c’è un momento in cui io non pensi a qualche creazione. Come, beh non c’è un come predefinito, per me illustrare è come respirare, non posso vivere senza e perché mi fa sognare e fa parte di me.

3. C’è un illustratore o un artista che ti ha particolarmente influenzato o che rappresenta per te una “guida”?

Naoko Takeuchi autrice di Sailor Moon, con lei ho iniziato a disegnare seriamente, è stata la mia prima “guida” in assoluto, poi Tsukasa Hojo autore di City Hunter, con il quale ho migliorato i volti e i corpi e ho avuto un assaggio del corpo un po’ più realistico.

4. Tra gli illustratori contemporanei quali sono quelli che ami di più?

Luis Royo, A. Andrew Gonzalez, Margaret Morales e Qinni, un’illustratrice che è venuta a mancare pochi mesi fa.

5. Se tu potessi dare un consiglio al te stesso di 10 anni fa, cosa ti diresti?

Non rinunciare mai ai tuoi sogni, combatti e lavora sodo e diventeranno realtà.

6. Potendo partecipare ad un workshop “a tu per tu” con un grande artista del passato, chi sceglieresti e perché?

In realtà avrei due grandi artisti completi con i quali vorrei fare un worskshop, Bernini e Canova, perché vorrei imparare l’arte della scultura, del sapere tirare fuori la meraviglia dal marmo.

7. Come ti definisci? 

Sognatrice, socievole e anche un po’ folle.

8. Mi potete trovare su Facebook con il mio profilo personale: Rachele Maiorano, la mia pagina artistica è Rachele Maiorano illustratrice e lo stesso vale per il profilo instagram: rachele_maiorano_illustratrice.
Ciao a tutti, grazie e alla prossima! See you soon per citare Tsukasa Hojo.



Biografia:


Rachele Maiorano, nata a Roma il 26 luglio 1986, si diploma al liceo scientifico nel 2005, ma da sempre la sua passione ha riguardato l'arte, il disegno e il mondo dei manga.
Principalmente autodidatta nel suo percorso di studio di fumetto e illustrazione, ispirandosi a maestri manga come Naoko Takeuchi e Tsukasa Hojo, ha iniziato la sua strada come illustratrice e fumettista facendo illustrazioni e loghi su commissione. 
Ha illustrato il suo primo libro "Liriel l'attesa e la felicità" (autrice Raffaella de Francisci - Ed. Progetto Cultura) nel 2011, per poi continuare con due libri di una saga fantasy "Il vangelo delle Streghe" nel 2015 e il "Nettare delle Streghe" nel 2017 (Autrice Fabiana Olivieri- Ed. Curcio Armando Editore) e Il grillo nella Scarpa nel 2019 (Ed Pubblicazione Indipendente Amazon).
Ha frequentato la  Scuola di Fumetto Online con l'associazione Culturale Comicout di Laura Scarpa, studiando e lavorando con insegnanti come Laura Scarpa e Franco Saudelli.
Ha partecipato a fiere come Cartoomics 2018 a Milano e varie edizioni di Romics, tra cui l’ultima ad ottobre.
Il suo stile è principalmente quello degli anime e manga giapponesi, realizza disegni su richiesta con varie tecniche, copertine e segnalibri.



Intervista a Ely - Respiro di Libri - blogger

Buongiorno amici del web, oggi è con noi "Ely" una blogger amante dei romance.
Qui ci spiega come è nata la passione per i libri e per che motivo l'ha spinta ad aprire un blog che parlasse proprio delle storie che leggi!
Grazie Ely per aver accettato l'intervista! Ricordo che potete farle anche voi delle domande!




1)      Quali sono le caratteristiche principali che un libro deve avere per colpire la sua attenzione?

Sarò banale, ma un libro per colpire la mia attenzione deve avere una sinossi accattivante che ti fa venire subito voglia di prenderlo ed iniziare a leggerlo.  La cover non dico che non la disdegno, è sempre bello trovare un libro con una cover bella e che rappresenta meglio la trama del romanzo, ma non penso che sia quella che mi colpisce a tal punto da leggerlo.


2)      Se e in che modo è cambiato il suo modo di leggere negli ultimi anni?

Negli ultimi anni sono passata da leggere solo in cartaceo a farlo in digitale. Scelta dovuta soprattutto ad un fattore di spazio, ho troppi cartacei e prenderne altri non saprei più dove poterli tenere. Il cartaceo è sempre migliore, niente può sostituire la consistenza e il profumo che solo le pagine cartacee di un libro possono dare.

3) Ci parli della sua formazione culturale, il suo percorso fra gli autori e le letture.

Non ho una formazione particolare, leggo dall'età dell'adolescenza, ora ho quarant'anni per cui direi di avere molti anni alle spalle. Ho sempre amato leggere il romance. Ho letto alcuni autori della letteratura italiana maggiormente in vita scolastica.

4) Quale pensa che sia il ruolo di un editor oggi? Crede che debba influenzare le scelte dell’autore fin dal concepimento dell’opera?

Penso che sia una figura che possa aiutare meglio un autore nel migliorare il suo romanzo.  Non sono in grado di rispondere alla domanda sull'influenzare le scelte dell'autore fin dal concepimento della storia, non sono molto competente a riguardo.

5) Perché legge un tipo di genere letterario piuttosto che un altro?

Leggo prevalentemente romance, in tutte le sue sfumature. La mia scelta è dovuta ad un gusto prettamente personale, amo le storie d'amore, e le storie che ti fanno rilassare.

6) Qual è la parte più difficile del suo lavoro? E la più frustrante?

Quando si trova a leggere e recensire un romanzo dove si trovano parecchie lacune, soprattutto grammaticali e c'è da cercare di scrivere una recensione con critiche negative, ma costruttive. La parte frustrante è quando ti ritrovi ad avere a che fare con autori/ autrici che nemmeno ti ringraziano per la recensione (soprattutto quando non gli dai 4 o 5 stelle) o peggio ancora ti mettono alla “gogna pubblica” perché pensano di essere autori di alto livello e tu hai osato dare a loro una votazione negativa.

7) Quali autori del passato ha amato? Quali pensa che oggi incontrerebbero difficoltà a essere pubblicati, e perché?
 Se si parla di letteratura del passato, non ho un autore preferito.


8) In che modo è cambiato il modo di leggere? Secondo lei cosa cercano oggi i lettori in un libro?

Il modo di leggere è cambiato negli ultimi anni anche grazie alla tecnologia, a gruppi di lettura su Facebook, anche grazie ai vari blog. Prima ci si basava o sul passaparola di amici o ci si recava in libreria e leggendo le trame si sceglieva il libro da leggere.
I lettori penso che cerchino storie originali, con trame accattivanti.

9) Cosa Pensa del self?

Penso che il self sia un modo come un altro per pubblicare il proprio romanzo. Ho trovato parecchie autrici bravissime e non penso che self sia sinonimo di non professionalità che solo una CE può dare.

10)  Cosa significa essere un blogger e perché la decisione di farlo? (Domanda solo per i blogger)

Essere un blogger è un modo per condividere l'amore e la passione per la lettura anche con gli altri. Ho deciso di fare tutto questo anche per confrontarmi con altre lettrici, per conoscere nuovi romanzi ed immergermi sempre di più nei libri.
Quando ho aperto il mio blog, la mia idea era quella  di condividere i miei libri che amo, per poi entrare in un mondo ancora più grande: ho conosciuto autrici emergenti e il mondo del self.  Un mondo che prima di aprire il mio blog era a me sconosciuto.




CONTATTI BLOG

MAIL : respirodilibri79@gmail.com

mercoledì 13 maggio 2020

GiroLibrando - Il salone del libro virtuale


Ai tempi del nuovo antagonista del momento, Covid19, il calendario d'eventi di moltissimi artisti ha dovuto cambiare forma. Sì, perché l'arte non si ferma e decide di combatterlo a modo suo.
GiroLibrando nasce dalla collaborazione tra In giro con l'arte e i Crea libri, un gruppo di autori self di qualità che, normalmente, gira l'Italia e partecipa alle più importanti fiere del libro, ma non solo, spaziando di genere in genere, i Crealibri riempiono anche gli stand di eventi come Romics, La festa dell'Unicorno e via dicendo. 
Nel mese di maggio era prevista la loro partecipazione al Salone Internazionale del Libro di Torino e il gruppo di artisti ha deciso di creare un "salotto" virtuale, dando spazio, non solo ad autori di ogni genere, ma anche a persone che fanno parte del mondo dell'editoria quali editor, agenzie editoriali, illustratori e blogger. Un evento che vedrà protagoniste la scrittura e la lettura a trecentosessanta gradi.

mercoledì 22 aprile 2020

In giro con l'arte - nel web

2020. Un anno "speciale" in cui abbiamo dovuto riorganizzare la nostra vita e il nostro tempo. Un evento imprevisto che ci ha colto impreparati e che ha cambiato la nostra esistenza, per sempre. 
Un anno in cui, probabilmente, non potremmo andare al cinema, alle mostre, ai concerti, in fiera e gioire delle occasioni che avvicinano e potenziano sinergie positive e il contatto umano.
L'Italia però non si arrende e propone un buon utilizzo del web, per organizzare tutto ciò che facevamo dal vivo, riadattandolo al virtuale. Una tristezza, per alcuni, ma che, passo, passo sta davvero aiutando ogni persona ad affrontare questo momento difficile.
Noi di In giro con l'arte siamo partiti alla grande, qualche anno fa, ma la frenesia delle nostre giornate, a volte piene di cose inutili e la prematura scomparsa del nostro caro amico fotografo Alberto Costantini, ci hanno fermato, anche se parzialmente.
In questi attimi in cui, non si può uscire, lavorare o divertirsi, abbiamo deciso di farci un giro per il web e condividere con voi una serie di eventi social web molto interessanti.

Il primo è #iosuonoacasa gruppo facebook ideato da Vladimiro Modolo ( Il sogno della Crisalide, il nome del suo progetto musicale.) e che prevede concerti live e interviste a musicisti e cantautori italiani e non. Link https://www.facebook.com/groups/801929630285678

Il secondo è #scrittoriacasa sempre gruppo facebook ideato da Alessandro Del Gaudio, autore del romanzo "Aurora d'inverno" e che prevede una serie di presentazioni letterarie online. Link: https://www.facebook.com/groups/248979056125630. (Il gruppo è aperto anche ai lettori! Unitevi per favore e leggete a casa!).

Il terzo è #Ink40ena, nato dall'idea di Simonetta Fanelli, illustratrice e autrice, di romanzi e creato da Fulvio Pannese, cantante della conosciuta Ufo rock band e che noi definiamo persona multi-tascking, con la collaborazione di Sara Pascolini, truccatrice e futura illustratrice. Una sfida letteraria/pittorica che sviluppa la nostra fantasia.

Il quarto è #sonoleventi appuntamento giornaliero e serale con Vincenzo Santoro, il bravissimo conduttore di Radio Kaos Italy, uno spazio dedicato alle notizie dal mondo e una vetrina promozionale dedicata alla musica e al canta-utorato. Link: https://www.facebook.com/radiokaositaly

Il quinto è #arteinquarantena creato dall'illustratrice Andy Trema e che da spazio all'arte a 360 gradi. Link:

Il sesto sarà creato da noi, in collaborazione con agenzie letterarie, direttori editoriali, autori e illustratori per dare vita alle fiere on line, prendendo spunto dalla bellissima idea di Claudio Secci ideatore del primo Festival del fantasy online e del futuro Romance festival del web! Seguite il gruppo di CSU:

Insomma, gli eventi sono tanti e con ci si annoia mai. Tutto sta nel re-inventare la nostra vita e portarci quanto più di positivo, anche quando questa pandemia cesserà di esistere. L'arte è medicina per l'animo!

Buona passeggiata nel mondo del arte amici del web! 


venerdì 17 aprile 2020

Nuova uscita: Antonello Brunetti - Il dono (Prima che tutto cambi)



Carissimi lettori,
sono lieta di annunciare che è in uscita Il Dono, il nuovo singolo di Antonello Brunetti disponibile a partire dal 21 Aprile 2020, il quale anticipa l’intero l’album “Prima Che Tutto Cambi” previsto per fine anno.
Un dono per tutti noi che ci troviamo a vivere questo periodo di cambiamento così difficile e importante, che lo stesso Antonello, come dichiarato anche sul quotidiano Del Sud, definisce come “un’opportunità per guardarsi dentro e ripartire con nuovi stimoli per costruire un mondo nuovo, basato stavolta non sulla divisione dualistica, ma sull’integrazione dei diversi aspetti del nostro essere umani, sulle cose che contano davvero”.
Per dirlo con le parole della canzone “Siamo sull’orlo di un cambiamento epocale - e non importerà se ci saremo ancora, ma ciò che siamo ora - qui su questa terra polverosa - che annebbia la vista al primo vento - ma non è detto che sia ostile - forse è la spinta che serve all’abbandono - un dono”.
Un dono che riceviamo con gioia, e che potrà aiutarci in questo momento di transizione a scegliere la strada che più desideriamo percorrere, camminando verso un futuro che è ormai prossimo, e che attendiamo fiduciosi.

Di cosa parla questa canzone nei suoi contenuti?
Il Dono parla del momento di transizione dal vecchio mondo che sta crollando sotto i nostri occhi, e il nuovo mondo che sta arrivando, la quinta dimensione di cui si parla da anni negli ambienti spirituali di tutto il mondo.
E parla dell’opportunità immensa che questo passaggio rappresenta.
Abbiamo avuto la possibilità di fermarci, completamente, forzatamente, e quale opportunità migliore di questa per guardarci dentro e imparare a conoscerci meglio? Perché è così che le cose cambiano davvero, quando ripartiamo da noi, quando cambiamo noi.
Aspettarsi un cambiamento dall’esterno è sempre fallimentare, ed è solo un affidarci ad una speranza illusoria, che nasconde la paura nel fare noi stessi quel cambiamento in prima persona. È come nascondere la testa sotto la sabbia, e sperare che quando la toglieremo tutto si sarà risolto da sé. Questo è ciò che abbiamo fatto finora, lavorando senza sosta, senza avere mai tempo, e lamentandoci di questo. Ma in realtà il ritmo frenetico era anche una comodità, una scappatoia per non dover fare i conti con noi stessi, le nostre ferite e le nostre emozioni più profonde e dolorose che richiedevano la nostra attenzione, e che invece ignoravamo spaventati, seppellendole in un angolo ben nascosto del nostro essere, perché tanto non c’era tempo.
Ora invece ci lamentiamo perché di tempo ne abbiamo troppo e non sappiamo cosa farne.
Questo perché nessuno ci ha insegnato una cosa così importante: come lavorare su noi stessi. Come analizzarci e crescere in modo sano e coerente.
Nella canzone dico “Costretti ad essere equilibristi / noi che ci preparammo per un’intera vita / a star seduti / scivoliamo nell’ombra”. Non siamo stati preparati a tutto questo, ed spesso abbiamo difficoltà a gestire le nostre emozioni e a fermare il flusso costante dei nostri pensieri. Ma le emozioni sono un dono, non una debolezza.
L’integrazione tra i diversi aspetti di noi (emotivo, psicologico, spirituale, energetico e fisico) è il principio del nuovo mondo.
Questo si dovrebbe insegnare a scuola, non basare tutto sul fisico, com se fossimo macchine.
Abbiamo perso la connessione con la nostra natura più profonda, con la natura stessa, lasciandoci manovrare da una scienza che si proclama “ufficiale”, quando altro non è che una cosa limitata che esiste solo di recente, e che è implicata in interessi economici senza precedenti, gestita da un’elite che sta dietro ai nostri governi ufficiali.
Questa scienza oscura altre forme di medicina millenarie ed estremamente efficaci, denigrandole perché non sono qualcosa che possono brevettare per fare soldi.
È una scienza con una visione cieca, basata sul controllo delle masse, e non certo sull’interesse collettivo.
È tempo allora di cambiare anche questo, ripartire mettendo l’umanità al primo posto, stavolta usando tutte le nostre doti, collegando mente e cuore, e integrando invece di separare.
È tempo di uscire dalla dualità Scienza – religione, destra sinistra, bianco o nero.
Dualità indotta e rafforzata dai media per limitarci, rafforzando credenze di cui non abbiamo più bisogno. Siamo più di questo, molto di più.
Dobbiamo capire che perché qualcosa risplenda, non c’è bisogno di denigrarne un’altra. Che le due cose possono coesistere e, anzi, integrarsi collaborando. La diversità è ricchezza, non qualcosa da temere e bruciare al rogo.
È tempo per gli innovatori di farsi avanti, di inventare e usare le tecnologie alternative che funzionano benissimo, e che sono state così scomode da essere finora messe da parte (sempre per interessi economici).
Va fatta una scelta etica quindi, che ancora una volta parte da noi, dall’individuo come parte di una collettività che sarebbe ora si riprendesse il suo potere, piuttosto che nominare gente che non ha a cuore i suoi interessi e prosegue spedita con i suoi piani materialistici e crim

inali.
Per questo il vecchio mondo ha fallito, e siamo qui adesso a ricostruire.

Ma per farlo c’è bisogno davvero di diventare coscienti, di acquisire una consapevolezza profonda di chi siamo, e di cosa possiamo essere tutti insieme. Sarà meraviglioso.
E il nuovo album?
PRIMA CHE TUTTO CAMBI è un titolo mai come ora appropriato, anche se queste canzoni le ho scritte in realtà molti anni fa.
È incredibile come le cose arrivino sempre al momento giusto, ed eccomi qua a pubblicarlo in questo periodo cruciale che stiamo tutti vivendo.
Registrato in 432mhz, una frequenza che tocca direttamente l’anima, il disco è composto a 12 canzoni, perlopiù molto positive e incoraggianti. Ci sono anche un paio di brani molto più intimi e personali, sempre legati all’accettare il cambiamento come qualcosa di favorevole, piuttosto che lottarci contro, come racconto “Nell’ombra: non porrò ostacoli al cambiamento/ qualunque sia lo accetto/ finché farò ritorno”.
Ma come dicevo prima, lavorare su di sé permette di contattare il dolore, comprenderlo e trasformarlo in qualcosa di meraviglioso e di artistico da condividere con il pubblico.
Abbiamo tutti la nostra storia personale, le nostre ferite, le nostre conquiste. È tempo di capire che anche se la pensiamo diversamente non siamo nemici, ma solo persone con esperienze e background diversi, da rispettare profondamente, senza più paura.
Nel disco c’è anche un brano ispirato da un libro di Herman Hesse, un paio di miei vecchi successi italiani riarrangiati in una veste del tutto nuova, e la mia “Realtà dell’Anima”, già uscita qualche anno fa con tanto di videoclip.
Insomma un disco che mette insieme canzoni molto diverse, unendole in modo armonioso, e che vanta collaborazioni molto importanti con altri musicisti, dalla violinista Helen Tate al chitarrista (e co produttore dell’album) Titus Maz, ennesimo talento italiano emigrato all’estero dal 2014, attivo sulla scena musicale con diverse band come chitarrista e producer di musica funk, rock e neo soul.
Prima Che Tutto Cambi” è un album che ci accompagna in questo passaggio così importante che stiamo vivendo, e sono onorato di poterlo condividere con voi.

Il Videoclip è stato girato in uno dei luoghi più importanti di Londra. Puoi raccontarci qualcosa di più a riguardo?

Il videoclip è qualcosa di innovativo, girato completamente in 4D nei pressi del Regent’s Canal and Park di Londra. È possibile dunque “muoversi” all’interno del video semplicemene muovendo il cellulare, o muovendo l’immagine col nostro dito toccando lo schermo, o addirittura usano un visore di realtà aumentata.
È in realtà un lyric video, e lo trovate sul mio canale youtube: www.youtube.com/antonellobrunetti
Altri contatti:
“Il dono che ci attende è la crescita, è il cambiamento,
è la possibilità che qualcosa di buono nasca dal dolore.
E quando arriva la crisi,
quando il nostro mondo viene messo sottosopra,
quando abbiamo paura,
avremo la forza,
la saggezza,
per accettare il dono che ci viene offerto
e accoglierlo a braccia aperte?”
Erica Strange (Being Erica)