mercoledì 12 novembre 2014

L'artista Lilly Vigna si racconta per noi di Ingiro con l'arte

Foto di Lilly Vigna
·       Quando hai iniziato a fotografare?
   o   Ho iniziato a fotografare nel 2013.
·       Quando hai iniziato professionalmente invece e quale è stato il tuo primo progetto?
  o  Ho iniziato subito a fotografare "professionalmente" ma, soprattutto, non ho mai fotografato professionalmente. Mi spiego: ho voluto semplicemente dare vita alla  visione artistica delle cose che ho sempre sentito vive in me, come una vena che pulsa, come una specie di istinto mistico misto a passione e fantasia.
·       La tua è stata passione? Vuole diventare professione? Lo è?
  o   Mi ricollego alla domanda precedente. La mia è passione, ma, soprattutto, è espressione. Per sapere se possa diventare una professione, devo solo aspettare. Non potrei programmare qualcosa che è tutto, tranne che un programma.
·       Quanto è per te importante questa passione?
o   E' molto importante. Direi che è fondamentale.
·       Come hai curato la tua formazione?
o   Ho curato il mio aspetto formativo attraverso i film e la musica. Lo so che può sembrare "strano", ma è così. Le mie fotografie si basano su ispirazioni che arrivano dalla quotidianità vista con gli occhi di chi vive in un mondo tutto suo e con delle sfumature di reminiscenze di film cult nella mia vita e della musica che più amo e che più ascolto. Poi arriva l'aspetto tecnico, aspetto che oggigiorno lascia spazio a molte possibilità di usare la tecnologia a proprio piacimento con estrema facilità anche nella fotografia di un certo livello.
·       Hai avuto degli elementi ispiratori?
o   Ripeto; ciò a cui mi ispiro è certamente la musica e le immagini che essa mi evoca. Ho la fortuna di avere molti occhi e, diciamo, che quelli sparsi dentro di me si divertono a vedere molte cose che non esistono nella realtà.
·       Fotograficamente come ti definiresti?
o   Fotograficamente mi definisco "dreamy" così come spesso mi hanno definita sulle riviste che hanno parlato di me. Ed in effetti c'è un mondo onirico molto incisivo nelle mie immagini.
·       Qual è la qualità più importante per un fotografo secondo te?
o   La qualità più importante per un fotografo, ma, più in generale, per chiunque, è l'originalità.
·       Notavo che utilizzi il ritocco, non pensi di sminuire la naturalezza della fotografia?
o   Sì. Decisamente. Io sminuisco la naturalezza proprio perché nei sogni, nei mondi fantastici è tutto "snaturale" ed irreale. Ma non ritocco mai, e dico mai, e lo sottolineo molto volentieri, i piccoli difetti delle mie modelle. Che ne so? Cellulite, brufoli, capelli un po’ selvaggi. La donna è bella proprio quando non è una bambola. Altrimenti avrei usato dei manichini.
·       Curi personalmente il ritocco? Come?
o   Uso dei programmi semiprofessionali per il fotoritocco. Niente di troppo strong!
·       C’è, tra le tue, un’immagine alla quale sei particolarmente affezionata?
o   La mia immagine preferita è questa che t'ho mandato con l'intervista. E' diventata la mia preferita perché è stata la prima a piacere tanto ad un pubblico sconosciuto all'estero. Così, per ringraziarla, le ho offerto di diventare la preferita!
·       Quale ottiche usi preferenzialmente?
o   Io più che ottiche, molto importanti, uso la luce naturale. Mi piace sfruttare il più possibile il sole. Infatti faccio le foto sempre all'aperto e spesso nei giorni soleggiati.
·       Su quali fotocamere monti queste ottiche?
o   La mia "macchinetta" è una reflex . . . Ed è con lei e su di lei che monto tutto!
·       Cosa preferisci: colori o bianco e nero? Ho visto che spesso usi i colori pastello che tendono quasi ad un arcobaleno, c’è un motivo?
o   COLORI!!! Non c'è un motivo. Credo che i colori siano la cosa più bella (e pericolosa) che gli occhi umani possano vedere. 
·     Perché pericolosa? I colori, se non fossero esistiti, non avrebbero creato le differenze tra bianchi, neri, rossi e gialli e non sarebbe esistito il razzismo. E’ un pensiero che facevo da piccola!


·         Fotografia in Italia e all’estero. Dicci la tua.
·       Estero. All'estero ho avuto molti riscontri. Lavoro per due riviste che mensilmente pubblicano i miei lavori. Plasma Dolphin e Cherry Mag. Rispettivamente due riviste una canadese e l'altra inglese. All'estero c'è molto fermento artistico, in Italia è tutto piatto.
·       Esistono degli scatti che non si possono perdere? Come si carpiscono, come si scelgono?
o   Io non lo so come si scelgono, sai? Capitano. Forse solo loro che scelgono me!
·       Hai mai fatto servizi fotografici su richiesta? Qual è l’approccio con il cliente?
  o   Allora. Questa domanda è difficile e mi coglie un po’ impreparata. Quello che dovrebbe capire chi vuole farsi fotografare da me è che io non sono una fotografa, ma una creativa che usa la fotografia come espressione per liberare la propria arte. Allora non accetto richieste se non a condizione che si faccia come dico io. Democratica, no!?
·       Difetti da migliorare e qualità. Quali sono le tue?
o   Difetto: la fretta. Qualità: la spontaneità. Spesso coincidono e quindi è un bel caos. In cosa vorrei migliorare? Non lo so. Ogni volta che miglioro, capisco che dovevo migliorare. 
·       Spesso affianchi le foto a delle frasi, come mai?
o   Le frasi  che affianco alle foto sono una specie di invito al fruitore ad interpretare le fotografie un po’ più similmente alla mia idea originale. E' un po’ come mettere un piccolo percorso prestabilito, un po’ come barare. Un modo implicito per imporne l'interpretazione: infatti sto cercando di smettere!
·        Quali sono i tuoi progetti?
o   I miei progetti si sviluppano giorno per giorno. Per ora, grazie alla preziosa collaborazione di Giulia Perreca, gallerista di Mondo Bizzarro e della Trenta Formiche Contemporary Art, farò una esposizione di alcune opere più significative ed a cui ho dato il titolo "Femminismi Di Mare". La donna è sempre stata il soggetto chiave della mia vita. Per molti motivi. E quindi vi spetto il 25 novembre alla Trenta Formiche Contemporary Art (nuova galleria gestita da Giulia Perreca, mia curatrice) alle 19:00 in via del Mandrione 3, Pigneto.
·       Dove possiamo trovarti?
o   Mi trovate sul mio diario giallodinylon.blogspot.com, su lillyvigna.tumblr.com e sulla mia pagina Facebook e Twitter dove periodicamente posto anche i lavori che pubblico sulle riviste per cui lavoro. 

martedì 4 novembre 2014

Concesion ospite su Radio Onda Libera

Amici di In giro con l'arte,

non perdetevi l'appuntamento con la mia intervista a Radio Onda Libera nella trasmissione Special Guest.

Una bella chiacchierata per raccontarvi qualcosa di me, qualcosa dei miei scritti e per passare un paio di ore insieme con tanta musica e della bella compagnia.

Al mio fianco ci sarà il compositore della bellissima musica del book trailer di "Stazione di arrivo" : Mirko Martini.

Vi aspettiamo quindi martedì 11 novembre alle 21.00
Radio onda libera FM 99.00 - 97.10

http://www.ondalibera.it/

E' scaricabile anche la versione APP per i vostri telefonini.
Per intervenire in diretta, basta mettere un bel "mi piace" sulla pagina Facebook oppure mandare un sms a :

333.222.7992

Vi aspettiamo!

sabato 1 novembre 2014

Consigli di lettura

Cari amici del web,
iniziamo oggi i consigli di lettura di Ingiro con l'arte: due a settimana.

Oggi vi proponiamo due generi : Horror e Narrativa moderna.


EMILY NOIR. INCUBI IN MONASTERO

SCHEDA DEL LIBRO:
Titolo: "Emily Noir. Incubi in Monastero"
Autore: Valeria De Luca
Dati: 110 pagine, brossura
Genere: Thriller e Suspance

TRAMA DEL LIBRO:
Irlanda 1960. Uno spettrale Monastero si erge su un colle a strapiombo sul mare. Una gelida e folta nebbia lo avvolge rendendolo misterioso agli occhi della gente. Emily Noir, sarà costretta contro il suo volere ad entrarci e vivere una vita di solitudine, ma sua madre, ormai morta, entrerà nei suoi sogni e l’aiuterà a scoprire segreti ed orrori rinchiusi in quel monastero.

BIOGRAFIA

Valeria De Luca nasce a Roma il 29/07/1981, vive a Ladispoli con suo marito Emanuele.
Il 16 gennaio 2013 è nata la sua prima figlia, Alice.
I suoi studi finiscono al terzo anno del turistico presso l'Istituto Benedetto Croce di Civitavecchia, prendendo un diploma di qualifica come operatore turistico. Il suo sogno era laurearsi in psicologia criminale, ma per problemi familiari ha dovuto lasciare gli studi.
Il suo rifugio preferito diventò la Biblioteca Comunale di Ladispoli, dove poteva leggere tutti i libri che voleva, visto che sono, tuttora, la sua droga quotidiana.
Il suo scrittore preferito in assoluto è Stephen King, ha cominciato ad amare i suoi libri già dall'età di 11 anni e non è riuscita più a separarsene.
Ha scritto due articoli sul giornale “La Voce”, uno sulla danza, si trattava di una gara del trofeo JTB che si è svolta al Palacavicchi, un altro sul suo primo libro.
Ha scritto un articolo su “La coccinella news” riguardante il suo primo libro.
Ha rilasciato interviste su blog in rete riguardante autori emergenti e articoli su vari giornali locali.
A Dicembre 2011 esce il suo primo libro:”Emily Noir. Incubi in Monastero”, un thriller con un pizzico di paranormale edito da Arduino Sacco, una casa editrice di Roma.

contatti:

Il sito personale dell'autrice: http://valeriadeluca.altervista.org/

IL MIO PRINCIPE è UNA LEI - Martina Paroli


“La sensazione era simile a quella che si prova quando si è sul punto di svenire, ma anche al modo in cui la mente gestisce il risveglio dei sensi alla mattina. Mi sentivo nascere e morire allo stesso tempo. Congelare e bruciare. Respirare e perdere il fiato. L’intero sentimento era un ossimoro in sé.” Jessica, appena uscita dall'adolescenza, si trova a dover affrontare una parte di sé a cui aveva sempre negato l’esistenza, a causa dell’incontro con la tenebrosa e magnetica Samantha. Questa temporalesca estate accompagnerà Jessica nel suo percorso di consapevolezza, nel quale odio e amore, luce e buio, paura e coraggio si intrecceranno sino a fondersi nei colori dell’arcobaleno, scacciando dubbi, timori e pregiudizi dal suo cuore.


 
 
 
 
ESTRATTO: "Non mi ero mai sentita tanto viva in vita mia. Lo ero fisicamente, come non lo ero mai stata, con ogni cellula del mio corpo che fremeva e andava a fuoco; lo ero emotivamente, con un fiume in piena di sensazioni che non avevo mai provato. "




Biografia

Martina Paroli è nata a Lecco nel 1993. Studentessa al secondo anno di Scienze Psicologiche Cognitive e Psicobiologiche presso l’Università di Padova, vive in Valsassina. Vegetariana dall’età di sei anni, ha optato per la scelta vegana da diversi anni, per via del suo profondo rispetto e amore per gli animali e la vita in generale. Il Mio Principe è Una Lei è il suo primo libro.

giovedì 23 ottobre 2014

Le rose celesti di Alessandro Cives



Cari amanti dell’arte,
oggi ho deciso di parlarvi di un ragazzo che ho avuto il piacere di conoscere in uno dei locali più rinomati della zona in cui vivo, parleremo di Alessandro Cives, al quale, presto vorrei dedicare anche un’intervista.
Quando l’ho visto per la prima volta, mi ha ricordato molto Battisti, non tanto per il suo stile musicale, ma per la folta chioma che lo distingue in mezzo alla massa.
Questo però è solo un piccolo aneddoto tra me e lui, perché quello che veramente rende speciale questo artista poliedrico, è che canta “così come viene”.
Foto di Concesion Gioviale
Quando ascolto Cives, chiudo gli occhi e immagino di essere seduta su un prato fiorito di una collina, sotto un albero, con il fruscio del vento che accompagna la dolce melodia della chitarra acustica di Alessandro, circondata da persone che amano la musica spontanea.
Perché è di questo che si tratta : di spontaneità, di semplicità, di una musica che racconta piccoli episodi di personali di vita vissuta, non costruita, pur essendoci molti riferimenti culturali, come sottolineava in un live la fotografa Lilly Vigna, in particolar modo nella canzone “Gozzilla”.
Altra particolarità del primo lavoro ufficiale di Cives , “Rose Celesti” ( autoprodotto nel 2008 e poi riedito da un’etichetta discografica: Terre Sommerse), è che questi fiori, compaiono in quasi tutti i suoi brani, ero molto incuriosita di scoprire il perché, se fosse un caso, oppure una cosa voluta e ho trovato una spiegazione, man mano che ascoltavo i brani.
Quanti di noi hanno mai visto una rosa celeste? Forse ne abbiamo sentito parlare ne “La divina commedia”, la Rosa Candita dove Dante decise di far sedere le anime destinate al paradiso, una sorta di anfiteatro con i sedili a forma di rosa.
Le rose celesti, in natura non dovrebbero esistere, sono “fuori dal comune”, non “normali”, esattamente come i personaggi che descrive Cives nei brani del suo primo cd, persone che hanno superato il propri limiti, considerate pazze, dalla gente comune.
Ne è un esempio, sottolinea lo stesso cantautore durante il live di domenica 19 ottobre, la ragazza che durante un funerale, si presenta lanciando chicchi di riso. Assurdo, non pensate? Almeno per persone attaccante alle proprie convinzioni di “normalità”.
Quello che mi piace di Alessandro, è proprio questo, riesce a rendere “normali” situazioni che per la massa sono, invece, considerate folli.
L’album di Cives, mi pare di intuire che sia, in parte, anche autobiografico, ma vi lascio il dubbio e ci ritroveremo a parlarne meglio, durante un’intervista che gli dedicherò.
Intanto, invito tutti voi a visitare il suo sito in aggiornamento : http://www.alessandrocives.it/







Intervista a Anna Maria Funari, autrice di Ascoltando il cuore

Ho conosciuto Anna Maria grazie ad una bellissima iniziativa, ideata proprio da lei, che promuove autori meno noti. L’ho vista dimenarsi per gli altri, per altri artisti, in un mondo tanto competitivo come il nostro e oltre a farle onore ha catturato la mia attenzione, poi, diventata amicizia.
Il cuore: questo è l’argomento trattato dai tre romanzi brevi. Un bell’argomento, un bell’organo, complesso, come lo si descrive nella postfazione del musicista Vincenzo Santopietro, sia al livello medico che emotivo.
Sin dalle prime pagine, mi sono innamorata del modo di scrivere dell’autrice, molto semplice, ma che emana una forte energia. Se dovessi descrivere Anna Maria, la descriverei come una grande tela dove vengono dipinte tante situazioni, tante emozioni ai lati del dipinto, per poi arrivare a toccarsi tutte in un unico centro il cuore, l’amore.
Lei descrive in pieno l’amore, quello universale, non necessariamente quello tra uomo e donna, tra marito e moglie, tra amanti …

Bene, Anna Maria, oggi sono qui che devo compiere un grande compito, quello di descriverti al meglio e spero di riuscire in questa impresa.

Quando hai iniziato a scrivere “Ascoltando il cuore” e perché?


Ascoltando il cuore è il risultato dell'unione, come hai detto, di tre romanzi brevi, scollegati tra loro, ma dove il fil rouge è proprio la capacità dei protagonisti di ascoltare, ad un certo punto della loro vita, la voce di questo muscolo che abbiamo in petto.
I brani risalgono agli anni tra il 1998 e il 2000 e attraversano periodi in cui la vita mi ha dato qualche schiaffo, più o meno forte, provocando quindi reazioni anche abbastanza forti e determinate, magari dopo un primo momento di abbattimento e sconforto.
Il perché l'ho scritto... forse è proprio il risultato di quegli schiaffi. Nelle vicende che sono narrate, la speranza e l'amore, come dici tu, universale vanno molto al di là di quella fase puramente terrena che generalmente identifica l'amore.

Sono tre storie molto diverse, tre amori diversi, per te, cos’è l’amore?

L'amore è la benzina che fa muovere il mondo. Ma va interpretato come qualcosa di più “alto”, di più puro. Ecco perché nelle tre storie l'amore si manifesta sotto molteplici aspetti, con le sue mille sfaccettature e i mille colori.
Per me è qualcosa che dovrebbe essere d'impulso ad essere migliori; a saper guardare chi ci è vicino in modo meno sospettoso, ma è anche vero che questo è molto difficile e, soprattutto, rende vulnerabili. Diciamo che bisogna saperlo dosare come il lievito nell'impasto del pane.

Parlaci dei personaggi, a quale sei affezionata di più?

I personaggi principali dei tre racconti sono molto differenti ma, a modo loro, affini.
Giordano è un impulsivo, un cuore generoso, un medico che crede profondamente nel suo lavoro e dall'onestà morale cristallina. Per contro si muove in un mondo che molto somiglia a quello attuale, dove a far strada sono spesso i disonesti o, comunque, chi meglio sa vendersi.
Mathias somiglia un po' al “collega”Giordano; meno impulsivo, molto riflessivo ma anche molto molto ostinato. La sua professione la vive veramente come una missione e, considerato che è un ortopedico pediatrico, mette davvero tutto il cuore nel rapportarsi con i suoi piccoli pazienti. Se vogliamo trovargli un lato negativo... un po' troppo orgoglioso. E spesso il troppo orgoglio può rovinare i rapporti...
Federico invece è sicuramente il personaggio più controverso. E' cinico, arrivista, egoista, egocentrico... insomma le ha tutte, ma l'esperienza forte che vivrà gli mostrerà una vita diversa. D'altra parte, non sempre ciò che si è fuori corrisponde  esattamente a come si è dentro, o comunque a ciò che può venir fuori dal nostro cuore.
Premetto che in ogni personaggio c'è sempre una parte di noi, quindi li amo tutti a prescindere ma, di questa trilogia, quello che sento in assoluto più vicino è senz'altro Giordano.

Da dove hai tratto l’idea delle storie? Sembrano così vere …


In effetti le storie che scrivo pescano molto nella realtà, casualmente o volutamente.
Ad esempio, “La voce del mare” è nato interamente durante una vacanza a Creta. Il mare cristallino e le spiagge di sassi mi hanno ispirato e là sono stati generati Giordano, Irene e la storia che li fa incontrare.
“I colori della vita” invece ha avuto origine in un modo un po' strano in realtà. Avevo iniziato a scriverlo, poi mi sono dovuta fermare perché mi sono resa conto che, nonostante le ricerche nel web, era difficile descrivere i particolari della cura e del follow-up della malattia che colpisce il protagonista. Ad uscire da questo cul-de-sac ci ha pensato un'amica che mi ha raccontato la sua esperienza e quindi ho trasportato la sua testimonianza nella vicenda di Mathias.
“La casa di cartone” invece, come “La voce del mare” è nato dall'unione di varie esperienze personali. E' ambientato ad Assisi, città che adoro e che ha segnato momenti importanti della mia vita; è ricordato il terremoto del 1997, episodio che darà una vera “scossa” a Federico, e c'è la figura di un clochard per il quale mi sono ispirata ad uno che vedevo tutte le mattine, andando a lavorare, e di cui mi colpiva la meticolosità e la cura con cui ripiegava le scatole che erano il suo mondo.

Si parla di un handicap molto importante, come hai fatto a descrivere così bene una situazione che non conosci?
In effetti non è stato facile descrivere la situazione di Irene, l'antagonista (diciamo così) di Giordano. Sulle prime ho cercato di immaginare, poi dopo vari tentativi, ho trovato un buon sistema: chiudevo gli occhi e cercavo di “sentire” nelle orecchie i dialoghi con Giordano, i rumori del vento e dell'acqua tra i sassi. Insomma cercavo di calarmi in Irene nel miglior modo possibile.
E stando alle tue parole, il risultato mi pare più che buono.

Anna Maria, ti faccio i miei complimenti e invito tutti i presenti ad acquistare una copia del tuo libro, perché tra le righe che scrivi, spesso, si trova anche una soluzione a situazioni simili che viviamo ogni giorno, dove troviamo te e dove troviamo i tuoi scritti?

Sono io che ringrazio te per avermi rappresentato e per aver fatto conoscere “Ascoltando il cuore” al pubblico di San Benedetto Po.
Per chi vuole contattarmi, sono in Facebook, con il mio nome e il soprannome “Cuore di Lupo”, e con la mia pagina “Anna Maria Funari – autrice”. Sarò lieta di conoscere il parere di chi leggerà il mio piccolo cucciolo, che è reperibile sia online che nelle librerie Feltrinelli e Mondadori. E se non lo trovate, non scoraggiatevi... ordinatelo!

http://www.lafeltrinelli.it/libri/funari-anna-m/ascoltando-cuore/9788898899111


Descrizione

Irene, Giordano, Mathias, Federico, Urbano ognuno di loro lascia che l'amore apra la strada del suo cuore, facendolo battere in modo speciale e unico, indicandogli la direzione verso cui guardare e camminare. Ascoltare il cuore significa, spesso, mettere in discussione se stessi, ricevere gli schiaffi della vita e dare loro un senso, affinché le esperienze portino a una positiva crescita personale senza chiudere l'orizzonte oltre il quale, comunque sia, splende sempre il sole.

Dettagli

  • Listino:€ 14,90
  • Editore:David and Matthaus
  • Data uscita:05/05/2014
  • Pagine:150
  • Formato:brossura
  • Lingua:Italiano
  • EAN:9788898899111





martedì 17 giugno 2014

VALERIO FORCONI : "Sorriderai" il suo primo singolo in vetta su Itunes

Carissimi amici di "In giro con l'arte", oggi abbiamo deciso di parlarvi di un artista che abbiamo conosciuto andando "in giro" per i tanti locali che io e il mio amico fotografo Alberto frequentiamo.
Io, mi sono letteralmente innamorata di questo ragazzo, per tante ragioni, ma partiamo dalla sua biografia.

Valerio Forconi è un ragazzo romano di 22 anni che, come tutte le persone comuni, studia giurisprudenza e passa notte insonni davanti a pile di libri per conseguire il suo secondo sogno : quello di diventare un giornalista in ambito storico musicale.
Esordisce nel 2011 con Jester, ma la sua avventura inizia poco prima....

Eccovi la sua BIOGRAFIA : 

La mia storia inizia al Tourmusicfest, precisamente il 7 maggio 2011 quando, già grandicello (adesso ho 22 anni), trovo il coraggio di salire sul palco con una canzone del mio idolo assoluto, Mika.

E la vita è strana perché poco meno di un anno fa mi ritrovo sul palco della Roundhouse a Londra con il tutto esaurito, scelto proprio da Mika, a cantare nel suo
coro durante una data del suo Tour!

Intanto ho fondato un gruppo, abbiamo girato un video musicale professionale che abbiamo vinto al nostro primo concorso, siamo stati vincitori del premio stampa di un grande concorso internazionale e abbiamo suonato in radio e in TV col grande Roberto Billi, fondatore dei Ratti della Sabina.

Ed ora mi presento da solista, il gruppo è stata una grande esperienza ma avevo bisogno di creare qualcosa di mio soltanto, e quindi eccomi qui. Non più con una cover ma con un foglio che ho iniziato a riempire due anni fa e con una chitarra che ho da così poco che mi sembra a volte di essere un pazzo per salire su un palco e suonarla!

In pochi mesi ho fatto quasi 20 serate, tra cui ben 3 al ConteStaccio, dove ho aperto anche per Marco Ligabue di fronte a più di 150 persone che al primo ascolto intonavano tutte insieme "Sooorrideraaai" :-)

Il 12 giugno è uscito il mio primo singolo professionale, Sorriderai, che ha ottenuto 1500 visualizzazioni su YouTube in 4 giorni ed è stato PRIMO in classifica di genere (World Music) di i-Tunes.

Il 28 e 29 Agosto suonerò al Ferrara Buskers Festival, il più grande festival europeo dedicato ai musicisti di strada.


La RECENSIONE di In giro con l'arte :

Le tre parole che descrivono Valerio Forconi sono : Talento, entusiasmo e condivisione.

Partiamo dalla prima : Talento.

E' molto facile al giorno d'oggi, trovare musicisti bravi, ma è difficile trovarne di quelli che "spiccano" in mezzo alla massa.
In Italia c'è molta competizione, talmente tanta, che ormai il nostro panorama musicale è alle strette e si tende ormai a promuovere più "gli ascolti" che a promuovere il talento vero e proprio.
Ecco, Valerio spicca, Valerio ha talento, Valerio, quando lo ascolti ti rimane in testa e esci dal locale canticchiando le sue canzoni.
Valerio ha un timbro di voce molto particolare, sembra quasi sia uscito da una cittadina inglese o comunque anglossassone, non a caso, uno dei suoi artisti preferiti è Mika.
Ha uno stile fresco, tratta di tempi importanti senza cadere mai nella banalità e senza renderli "pesanti" all'ascolto, ma soprattutto al cuore.
Con le sue canzoni, anche se tocca temi importanti, apre sempre una porta alla speranza, di fare, di continuare a fare e di fare vivendo. 
La sua voce è pulita, non l'abbiamo mai sentito sforzarsi o prendere una nota fuori posto, le sue canzoni mettono di buon umore e coinvolgono il pubblico.
Ha quel qualcosa in più che ci ha fatto girare verso il palco e ci ha fatto pensare : "Chi caspita è questo cantante?".

Entusiasmo :
Bene, lo abbiamo visto suonare in grandi locali e in piccoli locali, la cosa sconvolgente è che al seguito ha un pubblico di circa 100 persone ed è un pubblico che continua a crescere.
Il suo entusiasmo è contagioso, lo senti sotto il palco, dietro il palco, sul palco o mentre sei altrove con le cuffie dell'ipad che ascolti le sue canzoni, mette tanta allegria, sarò il suo tono di voce particolare, sarà che fa apparire anche le cose più difficili, semplicemente cose che possono essere affrontate nel miglior dei modi, non riesci a non entusiasmarti quando lo ascolti.

Condivisione :
Una cosa che ci ha colpito di questo incredibile artista è che, pur sapendo di essere bravo, perchè sono convinta che lo sa, non si monta la testa e condivide ogni cosa con il suo pubblico.
Chiede sempre opinioni, pareri, consigli... Ha capito perfettamente come il mondo della musica o dello spettacolo in genere funziona, la differenza è il pubblico, che compra i cd, i libri etc...
Quindi chi più del pubblico è adatto a dar consigli?
Quindi con la sua umiltà è sempre pronto ad ascoltare, è interessato al giudizio generale delle persone, ma non fa soltanto questo...
Le coinvolge, durante i concerti live o in acustico... 
Non credo che ci sia canzone migliore per descrivere tutto questo : "Sorriderai", il suo primo singolo da solita, è il riassunto di TALENTO/ENTUSIASMO/CONDIVISIONE.
E' il riassunto perfetto di quello che è Valerio Forconi.
Credo che questo ragazzo farà parlare molto presto di se, bisogna solo avere pazienza, ma lui ne ha tanta, come la determinazione e siamo convinti che farà molta strada e ce lo dimostra il suo curriculum, nonostante la sua giovane età ha già raggiunto tanti traguardi.
Ultimo, ad esempio, primo in classifica su Itunes proprio con il suo singolo d'esordio.

Vi copiamo qui il link :
http://www.youtube.com/watch?v=XUHPWO36BFs&feature=youtu.be