sabato 16 maggio 2020

Intervista- Gioia de Bonis Scrittrice

1. Perché ha cominciato a scrivere? C’è un’immagine nella sua memoria che ricollega al momento in cui ha deciso di voler diventare scrittrice?
Ho iniziato a scrivere perché avevo voglia di raccontare e raccontarmi. Avevo la necessità di mettere per scritto tutto ciò che mi passava per la mente, prima di impazzire! Ho scoperto di voler essere una scrittrice alle elementari, perché quando la mia maestra ci dava da svolgere un pensierino io buttavo giù sempre più pagine di quelle richieste. Ho avuto però il coraggio di pubblicare qualcosa di mio solo nel 2017.
2. Ci racconti il suo rapporto con la scrittura e com’è cambiato nel tempo. Cosa significa scrivere oggi, e cosa significava agli inizi? Cos’è rimasto, cos’ha perduto, e cos’ha guadagnato?
La scrittura è stata (e sempre sarà) per me sempre un modo per fuggire dalla realtà, qualcosa che riusciva a calmarmi anche quando era impossibile. È rimasta la voglia di dire qualcosa, ho perduto qualcuno che credevo felice dei miei successi e che invece, evidentemente non lo era, ho guadagnato più sicurezza in me.
3. Qual è il suo pubblico ideale? A che lettore pensa quando scrive?
Il mio pubblico ideale è quello che ha voglia di leggere una bella storia d’amore e, fondamentalmente, penso a ciò che mi piacerebbe leggere quando scrivo. Se non piace a me, difficilmente arriva fra le mani di qualcun altro.
4. Che relazione c’è tra la scrittura e la società, con le sue influenze politiche e culturali? E come convivono questi aspetti nella sua produzione letteraria?
La realtà, la società in ogni sua sfumatura rientra in ogni mio romanzo. Mi piace raccontare cose che ho vissuto o visto coi miei occhi, cerco sempre la realisticità. La politica? No, nei miei romanzi non la troverete mai, se ne parla già troppo! Leggere deve essere uno svago, qualcosa che ci distacchi dalla realtà e non qualcosa che ci tenga coi piedi per terra.
5. In che misura gli incontri (con altri scrittori, poeti, intellettuali) hanno influito nella sua poetica/scrittura? Ci parli anche delle fiere, per cortesia.
Grazie per la domanda! Io amo le fiere, amo incontrare i miei colleghi in giro per l’Italia. Ho partecipato al Salone del Libro, al Lucca Comics, al Romics, al Festival del Romance Italiano e al Firenze Comics. In ognuna delle fiere mi sono divertita e ho avuto la possibilità di confrontarmi con chi ha la mia stessa passione per la letteratura e per i libri. In linea di massima, dalle fiere, mi porto a casa sempre bellissimi incontri e chiacchierate, molto spesso portano a romanzi scritti a quattro mani, come quello che ho scritto con Valentina Nazio dal titolo Daemoniacus, nato a Lucca, dopo una faticosa giornata presso lo stand al Comics. Oppure, il romanzo di prossima uscita con Serena Brucculeri per la Darcy Edizioni.
6. Quali autori l’hanno formata maggiormente e com’è arrivato a loro?
Non lo so con precisione, perché leggo moltissimo, cosa che credo ogni autore dovrebbe fare, perché leggendo gli altri si impara sempre qualcosa. Le mie colleghe italiane, come anche le controparti maschili, mi hanno insegnato moltissimo. I social prima, e poi le fiere, sono stati i momenti di aggregazione tramite i quali sono arrivata a loro.
7. Che rapporto ha con il mondo letterario? Esiste ancora un luogo ideale di incontro/scontro tra autori?
Il mondo letterario è un mondo difficile, spesso si scalcia per entrarci e soprattutto per restarci, ma per quanto mi riguarda non ho mai avuto brutte esperienze. Mi piace chiacchierare, parlare di me e dei miei romanzi. Spesso i social sono un luogo ideale per incontrare chi scrive come me.
8. In che stato si trova la letteratura italiana oggi? Vede delle mancanze rispetto al passato, trova che ci siano delle fioriture interessanti?
La letteratura italiana, sebbene molti dicano il contrario, è in fiore. I romanzi, fortunatamente, non smettono di circolare, anche grazie agli ebook che rendono fruibile a tutti la lettura. Abbiamo, inoltre, una varietà assurda di generi che vanno dal fantasy al romance contemporaneo, passando dal thriller al giallo. Non vedo mancanze, vedo abbondanza, basta soltanto guardare attentamente, e non solo verso le grandi realtà editoriali, ma anche e soprattutto alle piccole case editrici e al mondo del self publishing.
9. E per finire, un gioco: se potesse scegliere solo tre libri da consigliare, quali sarebbero?
Non mi sento di fare tre titoli, ma solo di dire: LEGGETE ITALIANO.
10. Ci lasci i suoi contatti per favore.
gioiadb1@gmail.com
www.gioiadebonisautrice.blogspot.com
https://m.facebook.com/GioiaDeBonisAutrice
https://www.instagram.com/gioiadb






Intervista- Emiliano Guiducci - Musicista e Scrittore


Perché ha cominciato a scrivere?

Tra l'attitudine di scrivere e quella di contare ho sempre preferito la prima, le immagini che ricordo con maggior nitidezza sono legate alle mie piccole esperienze giornalistiche.

Il suo rapporto con la scrittura?
Quando scrivo mi sento a mio agio perché la velocità dei miei pensieri è sincronizzabile con tale forma di espressione, se scrivo sento di avere il controllo e questo mi mette a mio agio. Trovo che in senso generale esprimere oggi la propria creatività sia un'impresa titanica da qualsiasi punto di vista, viviamo in una società che ha scelto la forma ai danni della sostanza e questo ha spalancato le porte alla prostituzione intellettuale.

Qual è il suo pubblico ideale?
Il mio pubblico ideale è fatto di persone che non hanno paura di scavare nel loro lato oscuro e più in generale nell'oscurità del mondo che ci circonda.

Che relazione c’è tra la scrittura e la società, con le sue influenze politiche e culturali? E come convivono questi aspetti nella sua produzione letteraria? 
La scrittura, come le altre forme artistiche, risente del primato della propaganda sull'informazione, sull'etica e sulla filosofia; questo ha letteralmente devastato il ruolo sociale degli intellettuali. Oggi quelli veri sono dei sopravvissuti eroi post apocalittici che resistono malgrado tutto alla devastazione culturale della società dei consumi.


In che misura gli incontri (con altri scrittori, poeti, intellettuali) hanno influito nella sua poetica/scrittura? Ci parli anche delle fiere, per cortesia.
Beh nel mio caso l'incontro con Veronica C. Aguilar mi ha restituito il piacere di scrivere dopo un lunghissimo periodo in cui questa mia attitudine veniva assorbita interamente dalla mia attività di songwriter. La fiera che ricordo con maggior piacere è il salone del libro di Torino di  un paio di anni fa, esperienza davvero elettrizzante.

Quali autori l’hanno formata maggiormente e com'è arrivato a loro?
Su tutti Giovanni Lindo Ferretti, ci sonno arrivato perché lo conoscevo come cantante dei Csi e devo dire che chi lo definisce un “intellettuale prestato alla musica” non è andato lontano dalla verità. Poi dico Nicolaj Lilin perché il suo stile crudo ti scuote dal divano dove ti metti a leggere e ti catapulta nelle stesse realtà che lui ha vissuto.

Che rapporto ha con il mondo letterario? Esiste ancora un luogo ideale di incontro/scontro tra autori? 
Devo dire che ancora mi sento un po' un imbucato alla festa, forse perché mi sento ancora troppo musicista, devo però confessare che in alcuni casi le fiere sono luoghi stimolanti.


E per finire, un gioco: se potesse scegliere solo tre libri da consigliare, quali sarebbero? 
Il primo è senza dubbio “ Il contratto sociale” di J.J. Rosseau  a mio modesto avviso dovrebbe esserne resa obbligatoria la lettura nelle scuole, il secondo è la “trilogia Siberiana” di Nicolai Lilin (volume unico), il terzo è “Reduce” di Giovanni Lindo Ferretti, un lavoro che sfugge a qualsiasi classificazione.

Ci lasci i suoi contatti per favore. 
Emiliano Guiducci 3803440111, infoguiducci@yahoo.it, www.emilianoguiducci.com


Intervista Emma Altieri - Scrittrice

Ciao amici del web,
oggi vi presentiamo una delle madrine de I CREA I LIBRI, una scrittrice talentuosa e colma di idee!

Ecco a voi la sua intervista:


1. Perché ha cominciato a scrivere? 

Mi è sempre piaciuto scrivere fin da piccola. Tenevo diari di tutto quello che mi succedeva per non perdere la memoria del tempo che passava. Crescendo ho iniziato a scrivere poesie, racconti e poi sono arrivata ai romanzi finché non ho deciso di pubblicare, mettendomi in gioco. C’è un’immagine nella sua memoria che ricollega al momento in cui ha deciso di voler diventare scrittrice? Se chiudo gli occhi mi torna in mente quando da poco più che adolescente, ho ritrovato i miei diari e sfogliandoli ho deciso che mettere i miei pensieri su carta mi piaceva così tanto da voler provare a scrivere delle storie intere. 

2. Ci racconti il suo rapporto con la scrittura e com’è cambiato nel tempo. Cosa significa scrivere oggi, e cosa significava agli inizi? Cos’è rimasto, cos’ha perduto, e cos’ha guadagnato?

Una volta scrivere era solamente un modo spensierato di passare il tempo poi ha iniziato a far parte di me e adesso è un modo per evadere dalla routine di tutti i giorni e potermi perdere in un mondo tutto mio fatto dei miei personaggi e delle mie storie. È rimasta sicuramente la voglia di lasciarmi trasportare dalle emozioni mentre credo di aver perso la spensieratezza e la leggerezza con cui mi buttavo a capofitto nella scrittura i primi tempi. Ho guadagnato sicuramente un mondo intero di nuove amicizie, colleghe, persone con cui condivido questa passione. 

3. Qual è il suo pubblico ideale? A che lettore pensa quando scrive? 

I miei romanzi sono rivolti soprattutto ad un pubblico femminile che va dall'adolescenza fino alla vecchiaia, senza limite di tempo. 

4. Che relazione c’è tra la scrittura e la società, con le sue influenze politiche e culturali?
E come convivono questi aspetti nella sua produzione letteraria? 

Sicuramente tutto quello che ci circonda influenza i miei scritti; molto poco la politica in quanto non è mai inserita nel mio genere di scrittura ma la cultura e tutti i cambiamenti che ne derivano sicuramente. Cerco comunque di rapportarmi a tutti i cambiamenti del nostro tempo senza mai andare troppo a fondo in temi che non rappresentano il mio stile letterario. 


5. In che misura gli incontri (con altri scrittori, poeti, intellettuali) hanno influito nella sua poetica/scrittura? Ci parli anche delle fiere, per cortesia.

Adoro partecipare alle fiere con i colleghi perché ti rendi conto che c’è sempre da imparare, sia dal collega che dal lettore stesso. Trovo meraviglioso poter chiacchierare con i lettori dal vivo perché ti trasmettono quello che una semplice recensione non ti trasmette. Incontrarsi e confrontarsi con i colleghi lo trovo sempre un buon metodo di crescita professionale e personale. 

6. Quali autori l’hanno formata maggiormente e com’è arrivato a loro? 

La mia devozione letteraria va a due pilastri della letteratura: William Shakespeare e Jane Austen. Ho studiato la loro storia e i loro scritti a scuola e me ne sono perdutamente innamorata, così ho deciso di approfondire la loro conoscenza. Mi rendo conto sempre più spesso che nel mio modo di scrivere ci sia molto della loro “eredità”. 

7. Che rapporto ha con il mondo letterario? Esiste ancora un luogo ideale di incontro/scontro tra autori? 
Diciamo che purtroppo è molto piccolo l’angolo che sono riuscita a crearmi in cui posso rapportarmi e collaborare con i colleghi perché mi rendo conto che la maggior parte della gente è più dedita a screditare che imparare dalla condivisione. Sono pochi i soggetti che si mettono in gioco, accettano le critiche costruttive e condividono in modo da poter crescere. 

8. In che stato si trova la letteratura italiana oggi? Vede delle mancanze rispetto al passato, trova che ci siano delle fioriture interessanti?
Purtroppo, la letteratura italiana potrebbe trovarsi in uno stato migliore se ci fosse davvero una meritocrazia dietro tutta l’organizzazione. Mi rendo conto sempre più spesso che vengono portati avanti lavori di gente che ha le conoscenze giuste e che invece gli scritti di persone che meritano davvero, vengono ignorati perché magari non hanno i mezzi per mettersi nella giusta luce. Questa cosa mi riempie di tristezza perché conosco molte persone che sarebbero davvero meritevoli di essere nei primi posti delle classifiche invece marciscono nell'ombra
9. E per finire, un gioco: se potesse scegliere solo tre libri da consigliare, quali sarebbero? 
Primo fra tutti quello che io amo in assoluto è “Orgoglio e pregiudizio”, poi “Il piccolo principe” e infine tutta la serie di “Harry Potter”. 

10. Ci lasci i suoi contatti per favore. 

Questa è la mia pagina autore: 
https://www.facebook.com/emmaaltieriautrice/?eid=ARB_cpClD7rTJZ7KGtQRaHzpU51iReEWU_J31oampAv78MnL6imY6TnBqivekp7mmVvWF-MQNzB2OGTE
Questo è il mio profilo instagram: 
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Questa è la mia e-mail:
emma.altieri78@gmail.com

venerdì 15 maggio 2020

Intervista Francesca Argentati editor


L'abbiamo conosciuta attraverso i libri che abbiamo letto e scritto e oggi ve la presentiamo, stiamo parlando dell'editor Francesca Argentati!!



1) Quali sono le caratteristiche principali che un libro deve avere per colpire la sua attenzione?

Un libro mi deve “arrivare”. In poche parole, deve farmi provare emozioni, desiderare di non abbandonarlo e farmi provare nostalgia una volta arrivata all'ultima pagina.

2) Se e in che modo è cambiato il suo modo di leggere negli ultimi anni?

Avendo a che fare con i libri per lavoro, negli ultimi anni ho a malincuore trascurato la lettura per puro diletto. Il tempo libero lo dedico ad altro, ma cerco comunque di ritagliarmi momenti per dedicarmi alla pila che ho collezionato in questi anni e che mi guarda di traverso dalla mia scrivania. Sicuramente, poi, ho sviluppato un occhio più critico e una maggiore attenzione ai dettagli, quella che viene chiamata “deformazione professionale”.

3) Ci parli della sua formazione culturale, il suo percorso fra gli autori e le letture.

Ho iniziato a leggere e molto giovane, ho sempre amato i libri tanto da scegliere un percorso universitario che mi consentisse di farne un lavoro. Ho collaborato con diversi autori, letto e corretto romanzi di ogni tipo, lavorato con ogni sorta di autore, e tutti mi sono rimasti nel cuore. Tutti hanno qualcosa da insegnare.

4) Quale pensa che sia il ruolo di un editor oggi? Crede che debba influenzare le scelte dell’autore fin dal concepimento dell’opera?

Influenzare no, supportare e consigliare sì. L’editor deve avere il massimo rispetto per l’opera, l’idea e lo stile dell’autore, senza imporre le proprie idee soggettive o apportare modifiche che alterino la struttura e lo spirito del testo. L’editor è una guida, il cui compito è quello di aiutare a perfezionare un testo facendo sì che possa esprimere il suo messaggio, il suo potenziale e il suo carattere nel miglior modo possibile.  

5) A chi si ispira nel suo lavoro sui testi, ha un modello di riferimento? È cambiato nel corso del tempo?
Non ho un modello di riferimento, ho collaborato con varie editrice e sviluppato una mia linea editoriale, un mio personale approccio ai manoscritti e con l’esperienza ho imparato a trattare con gli autori e le loro opere. Col tempo sono diventata sempre più perfezionista, mi piace curare ogni dettaglio e soprattutto do molta importanza alla soddisfazione dello scrittore. Quando il libro torna nelle sue mani deve trovarsi davanti un’opera che sente ancora più sua, soltanto più bella. Deve sentire che il suo editor ha colto perfettamente l’anima del suo lavoro e non ha fatto altro che valorizzarla.

6) Qual è la parte più difficile del suo lavoro? E la più frustrante?

La parte più difficile è la stabilità economica e la più frustrante è il guadagno. L’editoria è un ambiente meraviglioso e quello dell’editor un lavoro dalla grandi soddisfazioni, ma non adeguatamente retribuito e riconosciuto nell’Italia di oggi.


7) Quali autori del passato ha amato? Quali pensa che oggi incontrerebbero difficoltà a essere pubblicati, e perché?

Non ho autori del passato che preferisco in particolar modo, ho amato tutto ciò che ho letto nel tempo. Credo che la difficoltà più grande a oggi sia per le poesie, un genere prezioso ma pressoché abbandonato.

8) In che modo è cambiato il modo di leggere? Secondo lei cosa cercano oggi i lettori in un libro?

Non credo sia cambiato il modo di leggere, lo è il tempo cui ci si può dedicare e di conseguenza lo spazio che dovrebbe essere rivolto alla riflessione e alla introiezione del messaggio che ogni libro porta con sé. Penso che i lettori siano eterogenei e cerchino nei libri cose diverse: una via di fuga dai propri pensieri, un momento di divertimento, un’emozione, un po’ di compagnia, la risoluzione dei propri dilemmi, una risposta alle domande che ogni giorno si pongono in un dato momento della vita.

9) Come le è venuta l’idea della piattaforma e perché? (Domanda solo per piattaforme di auto pubblicazione)

Ho creato una pagina Facebook e Instagram a scopo pubblicitario, e questo mi ha permesso di farmi conoscere sia dalle editrici che dai privati. Alcuni autori della prima casa editrice con cui ho lavorato mi hanno ricontattata tramite social per chiedermi di correggere i nuovi romanzi, così come ho avuto il piacere di entrare in contatto con esordienti che mi hanno affidato i propri manoscritti grazie al passaparola.



giovedì 14 maggio 2020

Intervista a Simona La Corte

Ciao a tutti carissimi lettori, oggi vi presentiamo Simona, una scrittrice self innamorata della scrittura.


1. Perché ha cominciato a scrivere? C’è un’immagine nella sua memoria che ricollega al momento in cui ha deciso di voler diventare scrittrice?

Ho cominciato da bambina con racconti ispirati dalla mia fantasia e dalle storie che leggevo/ascoltavo. Crescendo, la lettura di romanzi fantasy e storici hanno ulteriormente arricchito il mio bagaglio di idee finché, nel 2016, ho sentito la necessità di mettere nero su bianco una trama che intrecciava la mia passione per la moda con quella per la musica rock. È nata così la prima bozza di “Anima e Corpo” e a questo momento, in particolare, associo l’immagine (o meglio, il ricordo) della mia primogenita neonata che vegliavo durante le mie notti di scrittura.

2. Ci racconti il suo rapporto con la scrittura e com’è cambiato nel tempo. Cosa significa scrivere oggi, e cosa significava agli inizi? Cos’è rimasto, cos’ha perduto, e cos’ha guadagnato?

La scrittura per me è un canale di sfogo, sia della mia fantasia che delle emozioni che non sono solita esprimere. Rispetto agli inizi, quando consideravo questa attività un semplice passatempo, adesso ha assunto un significato più importante e vorrei, con il tempo, farne un lavoro a tutti gli effetti. 
Degli inizi, è rimasta la passione di inventare storie che piacciano e facciano emozionare prima di tutto me stessa, senza seguire mode o generi più gettonati, ma anche la voglia di migliorarmi ogni volta di più. Ho guadagnato sicuramente in esperienza, soprattutto grazie al confronto con tanti stimati colleghi e con i lettori, che non hanno esitato a scambiare con me le loro opinioni. 

3. Qual è il suo pubblico ideale? A che lettore pensa quando scrive?

In generale, credo che il mio pubblico si possa identificare con quello che legge i Romance. Non mi sono mai posta questa domanda, a dire il vero; io scrivo e affido le mie storie a tutti i lettori.

4. Che relazione c’è tra la scrittura e la società, con le sue influenze politiche e culturali? E come convivono questi aspetti nella sua produzione letteraria?

Penso che i pregiudizi sul genere Romance siano ancora tanti e, soprattutto, siano legati all’accezione negativa di “letteratura di svago” come letteratura di serie B. 
Anche se nei miei romanzi non ci sono riferimenti a idee politiche (perché, per scelta personale, non faccio delle mie storie uno strumento di propaganda), affronto comunque problematiche sociali molto attuali. Per fare un esempio, nella mia ultima pubblicazione tratto il tema della tossicodipendenza con tutte le conseguenze che derivano da essa. 

5. In che misura gli incontri (con altri scrittori, poeti, intellettuali) hanno influito nella sua poetica/scrittura? Ci parli anche delle fiere, per cortesia.
Quella del Salone del Libro sarebbe stata la mia prima fiera come scrittrice, quindi non ho ancora esperienza in merito. Ho avuto comunque la possibilità di partecipare (da lettrice) al Festival del Romance Italiano lo scorso giugno a Milano e di conoscere alcuni colleghi con i quali avevo già stabilito un contatto attraverso i social, facendomi così un’idea sullo svolgimento di questi eventi.

6. Quali autori l’hanno formata maggiormente e com’è arrivato a loro?

Ho iniziato dalla letteratura italiana e straniera, invogliata dallo studio; poi c’è stato il periodo in cui ero appassionata di Stephen King e Tolkien, fino ad arrivare ai romanzi storici di Valerio Massimo Manfredi e ai Romance storici della Woodiwiss (questi ultimi grazie a mia madre, anche lei appassionata lettrice del genere).

7. Che rapporto ha con il mondo letterario? Esiste ancora un luogo ideale di incontro/scontro tra autori?
I social sono i luoghi nei quali sicuramente avviene il maggior numero di incontri/scontri tra autori. Finora, posso dire di trovarmi abbastanza a mio agio e riesco a pubblicizzare i miei romanzi senza ostacoli.
Tuttavia, se da una parte il mondo virtuale favorisce il contatto tra scrittori e tra autori e lettori, dall’altra è anche il luogo in cui si assiste a conflitti disgregativi.

8. In che stato si trova la letteratura italiana oggi? Vede delle mancanze rispetto al passato, trova che ci siano delle fioriture interessanti?

Con l’avvento del self-publishing, la letteratura italiana ha visto sicuramente fiorire un buon numero di nuovi scrittori che si sono distinti per il loro talento, ma è diventato anche più difficile emergere in mezzo a tante nuove proposte. La nascita di piccole case editrici ha inoltre agevolato molti autori per farsi conoscere, ma non sempre si riesce a ottenere i risultati sperati. 
Rispetto al passato, credo che le cifre riguardanti la media di scrittori e di lettori sia aumentato e, proprio per questo motivo, avverto come una sorta di esasperazione nel voler pubblicare quanti più libri possibili in un anno, facendo aumentare così il rischio di imbattersi in romanzi di media/scarsa qualità perché manca una figura professionale che si occupi della cura del testo. E ciò vale sia per manoscritti editi in self che da CE. 

9. E per finire, un gioco: se potesse scegliere solo tre libri da consigliare, quali sarebbero?

“Aléxandros” di Valerio Massimo Manfredi.
“Jane Eyre” di Charlotte Brontë.
“Memorie di una Geisha” di Arthur Golden.

10. Ci lasci i suoi contatti per favore.

Su Facebook mi trovate nella pagina Simona La Corte Autrice, mentre su Instagram il mio profilo è simona_la_corte88.





BIOGRAFRIA: 

Simona La Corte nasce il 7 gennaio 1988 e vive nel palermitano. 
Appassionata di romanzi rosa, musica e cinema, sogna di mettere le ali alle sue storie e nel 2019 esordisce in self con il romance Anima e Corpo, cui fa seguito Anima e Cuore.
A dicembre dello stesso anno inizia la collaborazione con Dri Editore, scrivendo un racconto di Natale per la raccolta A libro aperto cafè.
Love me, baby è il suo primo romanzo targato Dri Editore.

Intervista Rachele Maiorano - Illustratrice

Amici del web, ecco a voi l'intervista all'illustratrice Rachele Maiorano!


1. A che età e cos’era il primo disegno che ti ha fatto dire “wow! voglio disegnare!” ?

In realtà, non mi ricordo il mio primo disegno, ma ho una foto che testimonia che il mio amore per il disegno e l’arte inizia da quando ero bambina. Consumavo tanti pastelli ad olio e ho sempre sognato di rappresentare quello che vedevo nella mia mente.
Ho anche passato infanzia e adolescenza prevalentemente da sola, il disegno mi dava modo di sognare ad occhi aperti.


2. Il tuo rapporto con l’illustrazione: quando, come, perché.

Quando, praticamente ogni secondo della mia vita, non c’è un momento in cui io non pensi a qualche creazione. Come, beh non c’è un come predefinito, per me illustrare è come respirare, non posso vivere senza e perché mi fa sognare e fa parte di me.

3. C’è un illustratore o un artista che ti ha particolarmente influenzato o che rappresenta per te una “guida”?

Naoko Takeuchi autrice di Sailor Moon, con lei ho iniziato a disegnare seriamente, è stata la mia prima “guida” in assoluto, poi Tsukasa Hojo autore di City Hunter, con il quale ho migliorato i volti e i corpi e ho avuto un assaggio del corpo un po’ più realistico.

4. Tra gli illustratori contemporanei quali sono quelli che ami di più?

Luis Royo, A. Andrew Gonzalez, Margaret Morales e Qinni, un’illustratrice che è venuta a mancare pochi mesi fa.

5. Se tu potessi dare un consiglio al te stesso di 10 anni fa, cosa ti diresti?

Non rinunciare mai ai tuoi sogni, combatti e lavora sodo e diventeranno realtà.

6. Potendo partecipare ad un workshop “a tu per tu” con un grande artista del passato, chi sceglieresti e perché?

In realtà avrei due grandi artisti completi con i quali vorrei fare un worskshop, Bernini e Canova, perché vorrei imparare l’arte della scultura, del sapere tirare fuori la meraviglia dal marmo.

7. Come ti definisci? 

Sognatrice, socievole e anche un po’ folle.

8. Mi potete trovare su Facebook con il mio profilo personale: Rachele Maiorano, la mia pagina artistica è Rachele Maiorano illustratrice e lo stesso vale per il profilo instagram: rachele_maiorano_illustratrice.
Ciao a tutti, grazie e alla prossima! See you soon per citare Tsukasa Hojo.



Biografia:


Rachele Maiorano, nata a Roma il 26 luglio 1986, si diploma al liceo scientifico nel 2005, ma da sempre la sua passione ha riguardato l'arte, il disegno e il mondo dei manga.
Principalmente autodidatta nel suo percorso di studio di fumetto e illustrazione, ispirandosi a maestri manga come Naoko Takeuchi e Tsukasa Hojo, ha iniziato la sua strada come illustratrice e fumettista facendo illustrazioni e loghi su commissione. 
Ha illustrato il suo primo libro "Liriel l'attesa e la felicità" (autrice Raffaella de Francisci - Ed. Progetto Cultura) nel 2011, per poi continuare con due libri di una saga fantasy "Il vangelo delle Streghe" nel 2015 e il "Nettare delle Streghe" nel 2017 (Autrice Fabiana Olivieri- Ed. Curcio Armando Editore) e Il grillo nella Scarpa nel 2019 (Ed Pubblicazione Indipendente Amazon).
Ha frequentato la  Scuola di Fumetto Online con l'associazione Culturale Comicout di Laura Scarpa, studiando e lavorando con insegnanti come Laura Scarpa e Franco Saudelli.
Ha partecipato a fiere come Cartoomics 2018 a Milano e varie edizioni di Romics, tra cui l’ultima ad ottobre.
Il suo stile è principalmente quello degli anime e manga giapponesi, realizza disegni su richiesta con varie tecniche, copertine e segnalibri.



Intervista a Ely - Respiro di Libri - blogger

Buongiorno amici del web, oggi è con noi "Ely" una blogger amante dei romance.
Qui ci spiega come è nata la passione per i libri e per che motivo l'ha spinta ad aprire un blog che parlasse proprio delle storie che leggi!
Grazie Ely per aver accettato l'intervista! Ricordo che potete farle anche voi delle domande!




1)      Quali sono le caratteristiche principali che un libro deve avere per colpire la sua attenzione?

Sarò banale, ma un libro per colpire la mia attenzione deve avere una sinossi accattivante che ti fa venire subito voglia di prenderlo ed iniziare a leggerlo.  La cover non dico che non la disdegno, è sempre bello trovare un libro con una cover bella e che rappresenta meglio la trama del romanzo, ma non penso che sia quella che mi colpisce a tal punto da leggerlo.


2)      Se e in che modo è cambiato il suo modo di leggere negli ultimi anni?

Negli ultimi anni sono passata da leggere solo in cartaceo a farlo in digitale. Scelta dovuta soprattutto ad un fattore di spazio, ho troppi cartacei e prenderne altri non saprei più dove poterli tenere. Il cartaceo è sempre migliore, niente può sostituire la consistenza e il profumo che solo le pagine cartacee di un libro possono dare.

3) Ci parli della sua formazione culturale, il suo percorso fra gli autori e le letture.

Non ho una formazione particolare, leggo dall'età dell'adolescenza, ora ho quarant'anni per cui direi di avere molti anni alle spalle. Ho sempre amato leggere il romance. Ho letto alcuni autori della letteratura italiana maggiormente in vita scolastica.

4) Quale pensa che sia il ruolo di un editor oggi? Crede che debba influenzare le scelte dell’autore fin dal concepimento dell’opera?

Penso che sia una figura che possa aiutare meglio un autore nel migliorare il suo romanzo.  Non sono in grado di rispondere alla domanda sull'influenzare le scelte dell'autore fin dal concepimento della storia, non sono molto competente a riguardo.

5) Perché legge un tipo di genere letterario piuttosto che un altro?

Leggo prevalentemente romance, in tutte le sue sfumature. La mia scelta è dovuta ad un gusto prettamente personale, amo le storie d'amore, e le storie che ti fanno rilassare.

6) Qual è la parte più difficile del suo lavoro? E la più frustrante?

Quando si trova a leggere e recensire un romanzo dove si trovano parecchie lacune, soprattutto grammaticali e c'è da cercare di scrivere una recensione con critiche negative, ma costruttive. La parte frustrante è quando ti ritrovi ad avere a che fare con autori/ autrici che nemmeno ti ringraziano per la recensione (soprattutto quando non gli dai 4 o 5 stelle) o peggio ancora ti mettono alla “gogna pubblica” perché pensano di essere autori di alto livello e tu hai osato dare a loro una votazione negativa.

7) Quali autori del passato ha amato? Quali pensa che oggi incontrerebbero difficoltà a essere pubblicati, e perché?
 Se si parla di letteratura del passato, non ho un autore preferito.


8) In che modo è cambiato il modo di leggere? Secondo lei cosa cercano oggi i lettori in un libro?

Il modo di leggere è cambiato negli ultimi anni anche grazie alla tecnologia, a gruppi di lettura su Facebook, anche grazie ai vari blog. Prima ci si basava o sul passaparola di amici o ci si recava in libreria e leggendo le trame si sceglieva il libro da leggere.
I lettori penso che cerchino storie originali, con trame accattivanti.

9) Cosa Pensa del self?

Penso che il self sia un modo come un altro per pubblicare il proprio romanzo. Ho trovato parecchie autrici bravissime e non penso che self sia sinonimo di non professionalità che solo una CE può dare.

10)  Cosa significa essere un blogger e perché la decisione di farlo? (Domanda solo per i blogger)

Essere un blogger è un modo per condividere l'amore e la passione per la lettura anche con gli altri. Ho deciso di fare tutto questo anche per confrontarmi con altre lettrici, per conoscere nuovi romanzi ed immergermi sempre di più nei libri.
Quando ho aperto il mio blog, la mia idea era quella  di condividere i miei libri che amo, per poi entrare in un mondo ancora più grande: ho conosciuto autrici emergenti e il mondo del self.  Un mondo che prima di aprire il mio blog era a me sconosciuto.




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