domenica 11 marzo 2018

La forma dell'acqua - Il film



Eccoci qui! Parlerò del libro? No. Del film: sì.

Non ho mai letto niente di suo e credo che comincerò proprio da oggi, dopo aver visto questo gioiellino. Un po’ insolito per il suo genere: vedi Pacific Rim, Hell Boy, Il labirinto del fauno. Il nuovo capolavoro di Guillermo del Toro è una splendida allegoria dell’amore! Due giorni che l’ho visto e ancora ce l’ho nel petto. Oggi vi parlo de La forma dell’acqua.

Ero restia. Soprattutto dopo aver visto il trailer. Insolito, strano, lento. Lo avevo giudicato ancor prima di vederlo.

Uscendo dalla sala, invece, sembrava quasi fossi sotto l’effetto di un incantesimo: soddisfatta, piena di speranza, fiera. E un mix di sentimenti positivi, frutto dell’innata e poetica fantasia della mente di questo regista e scrittore che amo. E dalla bellissima colonna sonora, ovviamente.
Un viaggio nel tempo in una fabia quasi grottesca, ma curata. Dove ogni singola cosa assume i toni del turchese (turchese e non verde, mi raccomando! Capirete il perché della mia battuta, solo dopo averlo visto). Il regista ha saputo far entrare dentro ogni mio centimetro di anima, una bellissima metafora dell’amore che porterò sempre con me e che sposo da quando ho cominciato a capire questo articolato sentimento. La forma dell’acqua. Una fantastica similitudine per descrivere l’amore: che non ha una forma unica, che si muove dove vuole, che è trasparente e che è infinito. Come l’acqua. Un azzeccatissimo agro-dolce che passa dal romanticismo di una bellissima storia d’amore, al macabro disprezzo della diversità, spesso vista come una malattia e una cosa sulla quale fare ignobili sperimenti, anziché una bella opportunità di arricchimento spirituale e culturale.
Dopo i vari tecnologici Pacific Rim e Hell boy, del Toro, ritorna a fare poesia come aveva precedentemente sperimentato con Il labirinto del fauno. Non a caso “The shape of water”, leone d’oro all’ultima Mostra del cinema di Venezia e ora in corsa con ben 13 nomination all’Academy, é nella sua semplicità, come lo ha definito il regista stesso” una fiaba per tempi difficili”.

Ci troviamo nell’anonima Baltimora degli anni ’60, in piena guerra fredda, e in uno dei laboratori del governo degli Stati Uniti, su cui si sono posati gli occhi dei Sovietici, è appena arrivata dal Sudamerica una stana creatura che potrebbe essere un’arma efficace contro il nemico. Le sorti del mostro cambieranno una volta incontrata Elisa Esposito, un’addetta alle pulizie. Una trama dunque semplice, ma costruita con una tale maestria e una tale passione tanto da rendere questo film un mini capolavoro.
Mi ha colpito molto la cura dei particolari, a partire dai personaggi e del loro riscatto davanti all’insignificanza che spesso gli viene data. Il tema della routine, della sopportazione, della diversità, della signoria ostentata, della superficialità tagliente e della forza che racchiude una parola così corta: amore.
Un film poliedrico, che mescola il thriller alla componente romantica, il macabro alla commedia. Macabro? Sì, anche. Non nascondo, che in alcuni punti mi è venuto un po’ il volta stomaco, ma per un capolavoro così si sopporta qualunque cosa.
Insomma, se amate la poesia, andate in sala. Non ve ne pentirete.

Teen wolf! Tra lupi mannari e Banshee



In attesa dell'ultima stagione, oggi vi parlo di un telefilm che è prettamente per adolescenti, ma che, specialmente nella  quinta, mi ha coinvolto così tanto, che ho visto gli episodi in due giorni! 


Informazioni sulla serie:


Teen Wolf

Teen drama, thirller, fantasy

Stagioni: 6 (l’ultima è in arrivo su Netflix)

Creatrice: Adelstein Production

Voto complessivo: 7



Scott McCall va alla Beacon Hills High School. È riserva nella squadra di lacrosse ed è nell’anonimato.
Nella cittadina dove vive cominciano ad avvenire strani eventi sanguinolenti. Essendo una persona molto curiosa, decide di avventurarsi tra i boschi, accompagnato dal suo amico Stiles. Da questa notte, tutta la sua vita cambia.



La famosa casa produttrice della Adelstein, dopo a ver sfornato serie come Prison Break o True Calling, dove il tema principale è l’azione, non ha resistito dando vita anche a una serie Fantasy che tra gli amanti del genere ha avuto un discreto successo.
Una sfida niente male dopo le serie dominanti come Buffy, True Blood, the vampire diares o The originals. Forse c’è riuscito dando attenzione ai soliti co-protagonisti dei tanto amati vampiri: i licantropi.
Un omaggio, direi più che riuscito, a un film che io tutt’ora vedo con entusiasmo: Voglia di vincere. Con Micheal J. Foc.  Chi di noi anni ’70 e ’80 non l’ha visto? E i più nerd sapranno sicuramente che il titolo originale del film, era proprio: Teen Wolf.
Per un’appassionata di serie come me, confermo che si capisce se la storia vi appassionerà o resterà chiusa nel vostro cassetto a prendere polvere, già dalle prime tre puntate. Superate quelle, se avrete voglia ancora di continuare, non vi staccherete più dallo schermo.
In giro per il web, ho visto tante recensioni positive ai personaggi di Scott (protagonista interpretato da Tyler Posey) e a Derek (interpretato dal superdotato Tyler Hoechlin), ma i miei due preferiti sono Stiles e la Banshee Lydia.
Al contrario di Scott e del suo primo amore, questi due personaggi hanno un’evoluzione emotiva e anche fisica. Dal imbranato e goffo studente del liceo, deriso da tutti, troveremo uno Stiles coraggioso e deciso a scoprire la verità. Così come Lydia, la incontreremo per la prima volta nelle vesti di un’adolescente viziata e fidanzata con il più bello della scuola, per poi riscoprirla una combattente coraggiosa ed elemento chiave e d’aiuto di tutta la serie.
Sono in trepida attesa dell’ultima serie, ma so che non mi deluderà.
Alla fine, il telefilm è una diramazione di diversi generi che vanno dal teen drama al thriller soprannaturale, una scelta intelligente, per coinvolgere un pubblico più vasto.
Attenzione però! Non vi aspettate niente di wow. Poteri e personaggi diversi da quelli già noti in altri film. Questo lo dico per non alzare le aspettative e per sottolineare che è il cameo di qualcosa di già visto.
Ma la consiglio perché è un crescendo di emozioni: si parte dalla prima serie, tranquilla e anche un po’ confusa, alla seconda dove ogni personaggio comincia a plasmarsi e alla penultima che è ricca di azione e colpi di scena. A chi la consiglio? A un pubblico giovane e agli amanti appassionati dei lupi mannari!

Scoprendo la penna di... Furio Thot



Cari lettori,
oggi vi presentiamo una persona “speciale”. Una macchina da guerra con la grande passione per la letteratura. Non è solo un bravissimo autore di romanzi storici, redatti tra pile di libri e un gatto molto attento e curioso. Si tratta di un uomo innamorato della letteratura in ogni sua forma ed è uno degli editori che stimo di più in assoluto. Per la dedizione, la passione, l’impegno e l’amore che dimostra per i suoi figli autori. Sì, perché lui tratta la sua rosa di scrittori come una famiglia. Li fa nascere, crescere, sbocciare e poi li lascia liberi di fare la propria strada. Così come farebbe un buon padre. Ma… oggi non vi parliamo di questa storia, perché, come spiegavo, è anche lui un autore di cui abbiamo letto un bel libro! Di chi stiamo parlando? Di Fabio Dessole in arte Furio Thot.


    Quando hai iniziato a scrivere e perché

Sin da ragazzo, ma poi ho smesso e ho ripreso solo dopo la morte di mio padre.

     Scrivere è una fuga dalla realtà?

Nel mio caso no, visto che prediligo il romanzo storico.

     Scrittura, lettura e dislessia, ci hai mai pensato?

Sì tant’è vero che ho caldeggiato la produzioni di libri per bambini in alta leggibilità per favorire i problemi di dislessia.

    Parlaci del tuo primo lavoro in due righe

Le cesoie di Atropo un romanzo ambientato ai giorni nostri che parla di tre crisi a confronto, con un finale a sorpresa.

       Parlaci del tuo ultimo lavoro in due righe

La nidiata dell’aquila sarà il seguito di A.D. 1243 l’ultimo assedio il romanzo storico che ruota attorno
Alla figura di Federico II di Svevia.

     Cosa è cambiato tra il primo e l’ultimo?

Passato dal romanzo di ambientazione attuale al romanzo storico dove l’identificazione tra autore e personaggio non è possibile.

      Il tuo autore preferito, perché?

Messer Dante Alighieri

       Come è cambiato il tuo lavoro con l’impatto del digitale

Non è cambiato.

       Tu e i social network?

So usare, forse, Facebook, cercherò di imparare ad utilizzare Instagram, odio profondamente Twitter, sono logorroico impossibile per me twittare.

  Cosa fai prima di scrivere?

Mi documento, per un romanzo storico è fondamentale.

   Ricevuti rifiuti? Come hai reagito?

No

  Musa ispiratrice?

No

   Tu e il sociale? Cosa ne pensi?

No comment

   Perché leggere i tuoi libri?

Per dare una chance ai nomi meno noti.

  Descriviti in tre parole

Irascibile, Generoso, Ingenuo

   Consigliaci un collega

Beh mi pare ovvio segnalare la mia coautirce Marta Tempra, di cui consiglio le due raccolte di racconti

   Eventi futuri

Tanti

   Contatti


      Facebook: Fabio Dessole
      email editor@arpeggiolibero.com

Le redazioni di Musa Distorta e In giro con l’arte ti ringraziano e ti augurano in bocca al lupo per i lavori futuri, siamo certi che saranno sempre un grande successo.


Concesion Gioviale 



 


domenica 4 marzo 2018

Scoprendo la penna di... Roberta Canu



      Buona domenica a tutti da Mrs Art's lover. Oggi è la volta di un'autrice che spazia dallo storico drammatico al erotico e crudele. Non potete non conoscerla, qui vi rilasciamo l'interessante intervista a Roberta Canu! Buona lettura!

      Quando hai iniziato a scrivere e perché

     Ho iniziato a scrivere all’età di 15 anni, soprattutto poesie e fan fiction sui cantanti famosi. Volevo trascrivere su carta e al pc le mie emozioni, le storie che avevo nella mia testa. Il motivo era proprio quello di emozionare i lettori, nel far vivere situazioni a volte assurde!


Scrivere è una fuga dalla realtà?
     Si, scrivere è una fuga, una vera e propria evasione. Non mi rendo conto del tempo che passa mentre sono al computer o quando scrivo su carta. E’ davvero incredibile tutto questo, mi sento in orbita…

Scrittura, lettura e dislessia, ci hai mai pensato?
     Si ci ho pensato tante volte. Spesso il problema viene sottovalutato! Per fortuna io non ho mai sofferto di dislessia, ma mi metto nei panni di coloro che ne soffrono e mi sento male al pensiero che molte persone vengano lasciate sole solo per questo motivo!

Parlaci del tuo primo lavoro in due righe
   Il mio primo lavoro è stato Gli angeli di Daniel, un romanzo sui campi di concentramento e sul vero valore dell’amicizia e dell’amore. Un libro che consiglio a chi vuole emozionarsi per le piccole cose, ma ama anche i fatti storici.

Parlaci del tuo ultimo lavoro in due righe
   Il mio ultimo lavoro è un romanzo scritto su watt pad intitolato BAD GIRL. Una storia d’amore e sesso, per romantici e per chi sa osare!


Cosa è cambiato tra il primo e l’ultimo?
     Tra il primo e l’ultimo è cambiato molto… ho aperto un varco fra timidezza e spontaneità. Il primo è drammatico e romantico, a tratti dolce, mentre il secondo è duro e crudo. Non per tutti!

 Il tuo autore preferito, perché?
      Il mio autore preferito è sicuramente Stephen King, per molti motivi: amo il genere horror e lui è uno dei maggiori esponenti del nostro secolo. In secondo luogo lo adoro perché sa farmi commuovere come pochi e sa mettermi davvero paura!! Devo tenere sempre la luce accesa!


Come è cambiato il tuo lavoro con l’impatto del digitale
Il mio lavoro non è cambiato molto, visto che ho quasi sempre scritto al computer. Sono iscritta su watt pad e anche su EFP FANFICTION, e su EFP ho sempre pubblicato le mie storie a volte riscuotendo successo, ma la maggior parte delle visualizzazioni le sto avendo con BAD GIRL, ben 7.000 lettori in dodici giorni su watt pad. Penso che l’era digitale abbia aiutato molti autori ad emergere ed uscire dal cosi detto guscio

Tu e i social network?
    Vado molto d’accordo con i social network, penso siano un luogo di comunicazione ed espressione. Le nostre idee possono viaggiare alla velocità della luce e su face book o ad esempio anche su Dantebus o instagram possiamo pubblicare le nostre foto, i nostri lavori, i nostri post e molto altro. Mi aiutano ad interagire con i colleghi e con il pubblico di lettori.

Cosa fai prima di scrivere?
Prima di scrivere non faccio nulla in particolare, mi siedo e lascio che siano le idee a scegliere me. Mi organizzo mentalmente, scrivo il titolo e poi il libro viene da sé, lasciandomi trasportare dai fatti e dall’immensa immaginazione che mi ha dato Dio.

Ricevuti rifiuti? Come hai reagito?
       Poche volte, ma è capitato. Grazie al cielo i miei lavori sono piaciuti sempre alle case editrici, ma una volta mi hanno detto di no e non ci sono rimasta male anzi, ho tratto beneficio da quel rifiuto. Non dimentichiamo che i grandi scrittori si son visti sbattere la porta in faccia molte volte!

Musa ispiratrice?
   La mia musa ispiratrice è sempre il grande Stephen King e alcuni poeti dell’ottocento come Baudelaire, Poe, Dickinson, Verlaine ma anche Alda Merini. Soprattutto poeti.

Tu e il sociale? Cosa ne pensi?
   Penso che la società ormai sia distratta, non vede la qualità dell’autore, si perde in cose futili. Vediamo libri strani che ottengono milioni di visualizzazioni e romanzi che non vengono calcolati solo perché magari l’autore è ancora   sconosciuto. Però penso anche che il sociale sia importante, se dovessi ricavare molti soldi dai miei libri darei molto in beneficienza! Sono molto solidale e credo che al società debba essere aiutata, è malata!



 Perché leggere i tuoi libri?
    Perché racconto la realtà e quando non lo faccio cerco sempre di rendere i personaggi il più reali possibili. Penso che un libro debba farti vivere emozioni uniche, e nelle mie storie incontrerete personaggi con un passato non sempre facile. Se volete vivere emozioni forti leggetemi!

Descriviti in tre parole
     Romantica, sensibile, altruista

Consigliaci un collega
      Una collega che mi sta a cuore, scrittrice emergente anche lei è Tatyana Moreno (l’autrice di Lost in You) davvero brava e simpaticissima. Ed è anche una mia conterranea.


    Eventi futuri
       Ho in programma il seguito di Gli angeli di Daniel e di Stringimi forte. Parteciperò inoltre alla serata di premiazione per Historica edizoni a Cagliari (avendo vinto il concorso indetto da loro a gennaio)

   Contatti

   Profilo instagram: Annabel Lovecraft.

   Profilo face book: Roberta Canu.

   Profilo watt pad: roberta canu0

   Profilo EFP: dakota blood

   Mail:  robertamiss@hotmail.it


Le redazioni di Musa Distorta e In giro con l’arte ti ringraziano e ti augurano in bocca al lupo per i lavori futuri, siamo certi che saranno sempre un grande successo.



sabato 17 febbraio 2018

Scoprendo le note di... Alessandro Cives


Amici del web, oggi vi proponiamo un cantautore romano e di nicchia. Legato fortemente alle sue radici e alla sua musa ispiratrice: Roma.
Stiamo parlando di Alessandro Cives, che noi adoriamo.


Quando hai iniziato a suonare e perché?

Ho iniziato a suonare la chitarra nel 1995 in un periodo della mia vita in cui la “musica da suonare” e non più soltanto quella da ascoltare diventava la mia più grande scoperta che avrebbe poi cambiato radicalmente la mia esistenza. Probabilmente, il principale motivo di questa mia scelta consisteva nel bisogno di continuare ad esprimere la mia creatività seguendo non più soltanto la dimensione figurativa bensì anche quella del suono.


La musica è una fuga dalla realtà?

Per me no. Per me, come è avvenuto anche nel disegno, nella pittura, nella grafica e nella scrittura, è semplicemente una dimensione artistica nella quale riprodurre e descrivere con i propri occhi, ben accordati con quello che mi circonda, la realtà catturata dal mio punto di vista. Poi, senza dubbio, c’è anche la sfera più legata alla fuga dal proprio reale personaggio per vestire i panni di qualcun altro o più semplicemente per descrivere ambientazioni distanti dalla realtà o dalla mia esperienza personale, un po’ come farebbe spesso un romanziere, ma si tratta, nel mio caso, di una minima parte. Comunque, in entrambi i casi, è sempre necessario un lungo lavoro di ricerca.


La musica, può salvare?

La musica non ce la fa più a salvare nessuno e credo sia giusto così perché più di tutto e tutti, è la musica stessa che ha bisogno di essere salvata, spesso da noi stessi o dall’ignoranza di chi non si preoccupa di fare arte bensì di fare l’artista.


Parlaci del tuo primo lavoro in due righe

Fu con i Linea B, la band con la quale ho suonato la chitarra e cantato per circa dieci anni, dal 1999 al 2009. Nel 2003 registrammo un buon disco di dodici brani di cui undici e mezzo scritti da me. Si chiamava Timidi Orizzonti e ancora oggi, seppur raramente, mi capita di infilare qualcuno di quei brani  nei miei live.


Parlaci del tuo ultimo lavoro in due righe

A livello cantautorale, Rose celesti (2008/2010), a livello strumentale/ sperimentale, Passi di maggio (2009) ma, il mio vero ultimo lavoro non è un album bensì un’invenzione pensata per chi fa musica. Proprio lo scorso anno infatti, grazie anche ad una breve esperienza di studio in ambito di disegno progettuale, ho ideato, disegnato e realizzato uno strumento che ho chiamato “regolo tonale”, utile alla trasposizione delle note sulla scala tonale e ad individuare quindi più facilmente e più velocemente le giuste note nella composizione o nella esecuzione di un brano musicale di cui, per necessità, si è dovuta cambiare la tonalità. L’ho anche presentato alla V Edizione del Maker Faire di Roma. Se per caso finora non fossi ancora riuscito a lasciare nulla di importante a livello cantautorale, magari forse, in questo modo, riuscirò almeno a lasciare qualcosa di utile ai miei colleghi che possa facilitare e semplificare il loro lavoro. Comunque, mi riprometto sempre di riuscire anche a portare a termine il mio nuovo album che è lì sul tavolo di lavoro da più di cinque anni.




Cosa è cambiato tra il primo e l’ultimo?

Non posso dirlo ancora perché il primo e l’ultimo lavoro sono due oggetti completamente differenti l’uno dall’altro. Potrò dirlo quando finirò il mio nuovo album. Non so quando.


Il tuo musicista preferito, perché?

John Winston Lennon. Perché, dopo che ascolti tanta musica bella, sofisticata e interessante per mesi e mesi, poi, alla fine, quando torni ad ascoltare lui, finalmente ti quadra tutto. Cominci allora a domandarti perché tu abbia perso tanto tempo ad ascoltare altro. Trovo sia l’unico esempio di perfetta genialità nella storia mondiale della musica moderna.


Come è cambiato il tuo lavoro con l’impatto del digitale

Non è cambiato nulla perché resto analogico. Voglio solo la mia chitarra, il mio suono, le mie idee, le mie intuizioni, le mie parole e basta. Poi la gente può ascoltarmi per mezzo di un mp3 o per mezzo di una radio o di un nastro analogico. Mi cambia davvero poco.


Tu e i social network?

Utilissimi più di tanti cialtroni nel mondo del management, dell’informazione, della discografia o delle istituzioni. Devo ai social network se ad un certo punto ha iniziato a conoscermi molta più gente.


Cosa fai prima di suonare?

Se posso mangio e bevo, poi mi isolo per qualche minuto, lontano da chi mi aspetta sul palco, mi concentro, accordo la chitarra e con molta calma vado verso il palco, senza fare corse.


Ricevuti rifiuti? Come hai reagito?

Ho continuato a suonare e basta. Non è mai un problema mio e mai lo sarà.


Musa ispiratrice?

La città di Roma.


Tu e il sociale? Cosa ne pensi?

Parlare del sociale è sempre molto complicato perché porta inevitabilmente a schieramenti e a occasioni mancate per comprendersi vicendevolmente. Chi vuole avere ragione vuole anche che gli altri abbiano torto e, spesso, tutto si trasforma in una questione di orgoglio personale. Secondo me siamo incastrati in una triste e misera guerra tra poveri. Il degrado sociale è una realtà spesso maggiormente rigogliosa proprio laddove l’economia più selvaggia trionfa. Basti osservare una periferia romana, tanto benessere e altrettanta abbondanza di cose futili a discapito poi del progresso sociale, culturale e soprattutto spirituale.


Perché ascoltare la tua musica?

Perché è musica Bio e fa bene alla mente e all’anima. A parte gli scherzi, non saprei. Lascio che lo scoprano gli altri il perché.


Descriviti in tre parole

Cantautore, illustratore e creativo.


Consigliaci un collega

Emiliano Guiducci.


Eventi futuri

Suonerò sabato 24 febbraio alle ore 19.00, dopo quasi due anni di assenza dal palco, in occasione della V Edizione della Rassegna di Roma Cantautori ospitata anche quest’anno dal Polmone Pulsante alla Salita del Grillo, 21 Roma. Vi Aspetto tutti numerosi!


Contatti

Mi trovate su Facebook su YouTube o visitando il mio sito internet www.alessandrocives.it

Le redazioni di Musa Distorta e In giro con l’arte ti ringraziano e ti augurano in bocca al lupo per i lavori futuri, siamo certi che saranno sempre un grande successo.



 


giovedì 1 febbraio 2018

Scoprendo la penna di... Mattia Fossati

Lo abbiamo conosciuto a Torino, al salone Internazionale del Libro, abbiamo letto il suo primo romanzo “denuncia” che non ha appassionato solo noi di In giro con l’arte e Musa distorta, ma ha catturato anche l’attenzione di Vittorio Sgarbi, presente alla manifestazione.
Questi sono autori che “aprono” gli occhi e raccontano delle verità che molto spesso non vogliamo proprio vedere.
Iniziamo quindi questa bella intervista, di chi parliamo? Del giovanissimo Mattia Fossati!

1      Quando hai iniziato a scrivere e perché
Ho iniziato a scrivere quando avevo diciotto anni. Volevo parlare di alcune cose che avevo dentro poi ho provato a imbrattare la carta delle cose che vedevo tutti i giorni.

Scrivere è una fuga dalla realtà?
Scrivere è un modo per fermarsi e riflettere sulla realtà. Molte volte succedono talmente tanti eventi che non riusciamo a capirne la sequenza logica; la scrittura permette di riporta l'ordine nel caos che regna nella nostra società. Credo però che scrivere, al giorno d'oggi, sia l'unico modo per sentirsi veramente liberi.

3       Scrittura, lettura e dislessia, ci hai mai pensato?
Sinceramente no. Più che l'era della dislessia, siamo nell'era dell'analfabetismo funzionale. Purtroppo il mondo è invaso da persone che, pur sapendo leggere e scrivere, non riescono a comprendere il senso logico di un testo o di un ragionamento.

      Parlaci del tuo primo lavoro in due righe
Un ragazzo che tenta di distruggere questa società per poi capire che l'unico modo per cambiare veramente le cose è entrare combattere dall'interno tutte le nefandezze di tutti i giorni.

5    Parlaci del tuo ultimo lavoro in due righe
Un saggio sui rapporti mai raccontati tra la mafia e l'eversione nera. Dal 1945 ad oggi un centro di potere occulto ha trattato con la politica, a suon di bombe o patti segreti, per garantirsi la completa impunità.

          Cosa è cambiato tra il primo e l’ultimo?
Oltre al genere letterario, credo che sia cambiato soprattutto l'approccio alla scrittura: se prima scrivevo per raccontare quello che sentivo, ora scrivo per raccontare quello che vedo. Oppure quello che non vedono gli altri.

7       Il tuo autore preferito, perché?
Marco Travaglio. La sua sagacia e la sua capacità di scrittura non sono comparabili con nessun altro giornalista in Italia.

8    Come è cambiato il tuo lavoro con l’impatto del digitale
Avendo iniziato a scrivere sulla carta, rimpiango i pomeriggi trascorsi dopo la scuola a scrivere sulle mie agende. È una consuetudine a cui non ho mai rinunciato. Se per scrivere il testo uso il computer, per prendere appunti o per fare il riassunto di una storia utilizzo – e utilizzerò sempre – i miei taccuini.

9    Tu e i social network?
È un rapporto di amore-odio. È fantastico ricevere il sostegno dei propri amici, peccato che molte volte il sostegno si limita ad un “mi piace” e non ad un “lo leggerò assolutamente”.

      Cosa fai prima di scrivere?
Di solito finisco di studiare per gli esami universitari. Poi alla sera mi piazzo davanti al computer e inizio a scrivere. Conciliare il tutto è molto difficile però il mio compito è provarci.

1    Ricevuti rifiuti? Come hai reagito?
Sono abbonato alla risposta: “purtroppo il suo progetto non rientra nelle nostre linee editoriali”. L'importante è non demoralizzarsi. Anche Proust ricevette molti rifiuti ma ciò non vuol dire che non sapesse scrivere. Mi rallegra un fatto: il manoscritto di Harry Potter venne acquistato dalla Salani invece la Mondadori lo rifiutò. Chi prese quella decisione venne licenziato qualche mese dopo per l'errore commesso. Ciò vuol dire che anche gli editori pagano gli errori di valutazione.

1    Musa ispiratrice?
La tristezza. Sarà solo una coincidenza ma quando sono un po' giù riesco a tirare fuori il meglio di me e ad esprimermi al 100%.

1    Tu e il sociale? Cosa ne pensi?
É quello che cerco di fare con i miei libri. Riuscire a smuovere un pochino le coscienze. È un’impresa molto difficile però voglio provarci. Quando le persone mi dicono che sono riuscito a dare informazioni che prima non conoscevano, è la più grande soddisfazione. Vuol dire che ho fatto bene il mio lavoro.

      Perché leggere i tuoi libri?
I miei libri non sono un oracolo. Offrono un punto di vista diverso e cercano di raccontare tutto ciò di cui si preferisce non parlare. Fatti e non opinioni.

      Descriviti in tre parole
Testardo, Testardo, Testardo

      Consigliaci un collega
Veronica C. Aguilar e Piero Didio. Oltre ad essere due cari amici sono anche due bravissimi autori che mettono davvero passione in quello che fanno.

1    Eventi futuri
Il 17 febbraio al Barricata 71 a Bologna presentazione del libro “Anima Nera. I legami occulti tra la mafia e la destra eversiva”.
Fiera del libro di Milano 8-12 marzo

1   Contatti
Mattia Fossati su Facebook


Le redazioni di Musa Distorta e In giro con l’arte ti ringraziano e ti augurano in bocca al lupo per i lavori futuri, siamo certi che saranno sempre un grande successo.




 

mercoledì 31 gennaio 2018

Voltando pagina... ho scoperto "Il divoratore d'ombra" di Gianluca Villano - Recensione

Amici del web,
oggi Mrs Art’s Lover vi parla di un libro che dovete assolutamente leggere. Non solo per la bellezza della storia, ma anche per il gioco tra l’introspezione e la fantasy che Gianluca Villano è stato capace di creare.

Autore: Gianluca Villano
Titolo: Il divoratore d'ombra - La saga della corona delle rose
Pagine: 276 
Casa editrice: Self pubblishing - Youcanprint 
Prezzo: 15 euro
Voto: 9 (ma giusto perchè aspettiamo di leggere il secondo!)

La sinossi che troviamo in giro per le librerie online non gli rende giustizia, a mio avviso, ma io sono la maga dello spoiler, quindi cercherò di non dire troppo.

La storia comincia con il rapporto fraterno tra Crios e Logren (piccola chicca: Gianluca Villano è registrato su facebook proprio con questo nome). I due sono amici di infanzia e sono cresciuti nell’Asher, vecchio asilo delle Levatrici. Crios, rispetto a Logren è forte, molto bello ed è impossibile non notarlo. Ha un ruolo molto importante nella storia in quanto, attraverso un’antica cerimonia, sarà consacrato come Divoratore d’Ombra.
Logren, invece, è meno vistoso, mite, sensibile ed ha una bellissima qualità che spesso però gli sarà d’ostacolo: l’interiorità, profonda.
Questa lo porterà a vedere e sognare cose che gli altri non possono percepire e che spesso lo porteranno a chiedersi dove sia il limite tra realtà e fantasia.
Non vi dico di più, anche perché devo continuare la lettura del secondo capitolo.
Ho letto tanti libri self, ultimamente. Gianluca, non è da self. Gianluca è paragonabile ai migliori autori fantasy che sono in circolazione e collezionano migliaia di vendite.
Il suo modo di scrivere è avvincente, poco scontato, vasto e scritto in un italiano perfetto.
Quello che mi ha colpito del testo è la grande fantasia che Villano ha sfruttato, dando vita a personaggi, quartieri, oggetti, credenze, creature, poteri, personaggi INVENTATI di sana pianta senza incombere nell’errore di replicare altri romanzi già letti. Insomma, un lavoro totalmente originale.
E di questi tempi, cari amici del web, si fa fatica a trovarne.
Un libro destinato non solo agli amanti del fantasy, ma anche a quelli che si deliziano nelle letture introspettive. Qui si parla della crescita spirituale di un ragazzo adolescente o poco più. La fantasia di Villano lascia spazio a porsi delle domande e anche a prendere spunto per un cammino di profonda spiritualità.
L’autore si è ispirato a giochi di ruolo come D&D e si sente l’influenza nel filo della storia, costruita esattamente in funzione di questa passione. Non si tratta di un testo interattivo, ma è facile calarsi nella storia, soprattutto per gli amanti dei giochi di ruolo. Un fantasy medievale d’altri tempi direi…  Un po’ di “antico” ispirato dal moderno.
Foto presa dal profilo dell'autore
Quello che mi piace del personaggio principale è che nonostante si tratti di un profeta, questi non rinuncia ne rinnega il suo aspetto umano, che spesso si rivela confuso e complicato.
Ci sono un be po’ di personaggi, io ho dovuto segnarli, ma del resto l’ho fatto anche con Harry Potter, quindi è un “difetto”, se si può considerare tale, del tutto perdonabile.
Altro punto fondamentale della storia è la linea sottile tra cosa è giusto e cosa è sbagliato, tra bene e male. Starà nel lettore stabilire di chi fidarsi… basta, non dico altro. Leggetevelo!
Ho già il secondo libro nello scaffale, vi farò sapere, perché questo primo volume ha sollevato tantissimo le mie aspettative. Ma so che Gianluca non deluderà.


Se volete un assaggio della scrittura di Gianluca Villano, qui sotto potete scaricare L'ancella di Crios, uno spinoff gratuito del romanzo: